Andy Rocchelli, il museo di Trastevere ospita una mostra per ricordare il fotoreporter ucciso in Ucraina

Andy

Andrea (Andy) Rocchelli, 30 anni, pavese, con un figlio piccolo, è stato ucciso sabato 24 maggio dello scorso anno nella città di Slaviansk in Ucraina da un colpo di mortaio insieme al suo interprete russo mentre raccontava la guerra, con notizie e naturalmente con le sue fotografie. Non si sa chi abbia sparato quel colpo: o i filorussi o l’esercito ucraino. Quando è stato ucciso, il giovane lavorava per il collettivo fotografico CensuraLab, che aveva contribuito a far nascere nel 2008.

Prima dell’Ucraina, Andy era stato in diverse altre aree a rischio, come per esempio in Libia, e ne aveva raccontato le “storie”: da qui il titolo della mostra, “Andy Rocchelli: Stories”, che si terrà dal primo ottobre al 15 novembre (da martedì a domenica, chiusa il lunedì). La retrospettiva, che parte da foto scattate nel 2009, era già stata ospitata quest’estate nella città del fotoreporter, Pavia, presso lo Spazio per le Arti contemporanee del Broletto, ed ora approda a Roma al museo in Trastevere. Foto di Andy: ribelli libici in festa nel 2011.

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).