La Badia di Sant’Agata a Catania

tipico esempio architettonico barocco siciliano del XVII secolo che è sopravvissuto ai numerosi terremoti dei secoli scorsi.

Il barocco è uno degli stili artistici più arzigogolati della storia dell’arte.

In Sicilia questa corrente si affaccia grazie a uno studio pioneristico di Anthony Blunt che identificò tre fasi di sviluppo nel 1600 e a seguito dello spiacevole terremoto riconobbe l’importanza decorativa che univa l’architettura colta e l’artigianale tradizione locale.

La caratteristica che più ci colpisce sono le peculiarità relative alla fine del XVII secolo che mescola il barocco ad elementi visibilmente vicini al neoclassicismo. Ad ogni modo l’era barocca in Sicilia rifletterà pienamente la storia sociale dell’isola in quanto simboleggiava la nobiltà e l’identità artistica del periodo.

In tal senso uno degli edifici più significativi di tale movimento sorge in pieno centro storico di Catania l’incantevole Badia di Sant’Agata.

Classico esempio di architettura sicula orientale è un capolavoro barocco risalente al XVII secolo. In seguito al terremoto del seicento le monache vollero innalzare una prima chiesa riutilizzando e sistemando ciò che rimaneva della costruzione precedente. Ciò non è stato possibile e nel 1733 è stata ricostruita una nuova e monumentale chiesa dopo un lascito di 4000 scudi da Giuseppe Moncada.

Nel 1736 furono acquistati i materiali e fu avviato il cantiere da Giovan Battista Vaccarini. Il giovanissimo architetto palerminato si lasciò influenzare molto dal modello borrominiano della Chiesa di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona in Roma.

I lavori della chiesa proseguirono fino al 1767 fin quando fu completata e voltata la meravigliosa cupola.

Dopo la morte di Vaccarini, nel 1768, furono ridefiniti gli ultimi dettagli da parte del maestro Nicolò Daniele che realizzò il oavimento in marmo bardiglio su marmo bianco di Carrara.

Sempre Daniele si dedicò agli altari in marmo giallo di Castronovo, mentre nel 1782 furono realizzate le statue degli altari in stucco marmorizzato da Giovan Battista Marino. Nello stesso anno furono completate le decorazioni interne ed esterne della chiesa.

La storia relativa alla costruzione della badia si conclude al 2010, anno del restauro, avviato grazie ai fondi economici dell’Arcidiocesi di Catania e dell’Otto per Mille della Conferenza Episcopale Italiana.

La riapertura come luogo di culto cristiano avvenne il 15 ottobre 2012 per volontà dell’arcivescovo Monsignore Salvatore Gristina.

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell'Occidente e dell'Oriente - Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parlo correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico. Da sempre sostenitrice dell'arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano 'La Sicilia'. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto. Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo e si occupa di Digital Marketing e Traduzioni.