Bambina curata per tre anni di anoressia. Scoprono che ha un tumore al cervello

Un medico dell'ospedale di Sondrio ha saputo riconoscere i sintomi

Per tre anni la visitano medici e specialisti di tutta la Lombardia, ma nessuno sembra comprendere il reale problema della bambina. Questo lo scenario raccontato da una famiglia originaria di Valchiavenna, che può ringraziare un medico dell’ospedale di Sondrio per aver individuato il reale problema della figlia.

Curata per 3 anni di anoressia

La piccola, di soli 8 anni, presenta diverse problematiche tra cui la scarsa crescita fisica, lamentando inoltre dolori gastrointestinali. La bambina per tre anni vomita, beve in modo spropositato e dimagrisce eccessivamente, ma i medici sembrano minimizzare i sintomi.

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I medici: “problemi psicologici, la mamma è ansiosa”

I medici che si susseguono nelle visite alla bambina sembrano tutti concordare sull’origine psicosomatica dei sintomi. C’è chi le consiglia delle sedute dallo psicologo, incolpando la mamma di far troppa pressione sulla bambina e di metterle ansia; c’è chi le diagnostica anoressia precoce (un noto ospedale di Milano) e la fa ricoverare al reparto di neuropsichiatria.

La diagnosi e l’operazione

La diagnosi corretta è poi arrivata grazie alla visita del medico Emilio Palumbo, pediatra dell’ospedale di Sondrio che ha analizzato tutti i sintomi ed ha individuato il tumore celebrale, una forma rara che causava alla bambina tutti i problemi di crescita e dimagrimento.

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Al medico sono bastati pochi e semplici esami per comprendere cosa fosse accaduto, almeno secondo ciò che hanno raccontato i genitori, se anche gli altri dottori avessero avuto la medesima diligenza avrebbero sicuramente evitato inutili lungaggini.

Lo specialista, allarmato dal valore elevato dei livelli di sodio che causavano la sete eccessiva, ha saputo individuare nella paziente un cancro nella zona dell’ipofisi.

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La bambina è stata poi prontamente trasferita presso una struttura ospedaliera di Varese, specializzata in questo tipo di operazioni. Dopo l’operazione è stata condotta presso l’istituto dei Tumori di Milano, per poter effettuare i cicli di chemioterapia necessari.