Società e cultura

Benzina: il governo interviene sul prezzo della benzina

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Nonostante il decreto anti rincari benzina emanato dal governo, per gli esperti della Cgia di Mestre, la disposizione non sarebbe sufficiente a ridurre le imposte.

Per risolvere l’improvviso rialzo dei prezzi di carburanti e gasolio, il ministro Draghi ha stabilito di decurtare 25 centesimi dal prezzo complessivo della benzina. In tal modo, gli autisti italiani potranno meglio affrontare le restanti spese derivate dall’imponente crisi economica.

La posizione dell’ufficio studi della Cgia di Mestre rispetto al costo della benzina

Nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri, il premier italiano ha asserito che gli italiani potranno tirare un sospiro di sollievo. La tassazione delle società di energia che, negli ultimi anni, hanno accumulato più denaro permetterà un redistribuzione della ricchezza presso il popolo italico.

La Cgia sostiene, ad ogni modo, che lo Stato avrebbe potuto agire in maniera più efficiente, dal momento che l’iniziativa non graverà in alcun modo sulle tasche del governo.

Il provvedimento, secondo gli esperti di Mestre, avrebbe come minimo dovuto puntare alla riduzione del 50% delle accise. Un’ulteriore decrescita del costo della benzina aiuterebbe di molto gli italiani a risollevarsi dalla brutale crisi finanziaria che stanno vivendo.

L’associazione artigiani e piccole imprese di Mestre disapprova la misura adottata, in quanto non adatta a soddisfare le esigenze dell’intera popolazione. Solo l’8% degli italiani possiede un auto dalla massa superiore alle 7 tonnellate e mezzo, peso oltre il quale il proprietario ha accesso ad un rimborso sulle accise del gasolio.

Altre categorie di possessori di auto, come piccoli autotrasportatori o bus operator e agenti di commercio, sono ulteriormente svantaggiati nell’acquisto del gasolio. Inoltre, questi sono già divisi dal resto dei loro colleghi all’estero, ove le autostrade sono gratuite.

Al contrario, i pedaggi in Italia sono fra i più alti d’Europa. Ecco spiegata la ragione per cui secondo l’ufficio studi della Cgia, l’Italia avrebbe diritto a uno sconto maggiore per quel che concerne il costo del gasolio.

Bisognerebbe allora approvare la legge per la quale dovranno essere applicate delle aliquote inferiori ai limiti dettati dall’Unione Europea. Una riduzione ulteriore delle accise porterebbe al conseguimento di risultati concreti, facendo scendere il costo della benzina da 2,18 euro a 1,74 al litro.

Anche il prezzo per il gasolio per autotrazione potrebbe scendere ad un prezzo di € 1,78 al litro. Si parla quindi di 38 centesimi in meno rispetto alla cifra attuale. Tale provvedimento potrebbe però costituire la sostanziale differenza che consentirebbe la ripresa economica dell’Italia.

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