Black Friday: aumentano le proteste dei negozianti

Da alcuni anni l'usanza americana del Black Friday si è trasferita con successo nel nostro Paese. Non sono però poche le aziende che si oppongono a questa giornata di sconti

Da qualche anno l’usanza tutta statunitense del Black Friday si è trasferita in Italia, con supermarket che offrono svariati prodotti in svendita temporanea.
Qualche attività ha poi diluito la giornata in un’intera settimana di offerte per invogliare maggiormente i clienti a spendere e a usufruire sempre più gli sconti.

Trovate simili finiscono però sempre per danneggiare i negozianti medio-piccoli che spesso si trovano senza clientela a causa di offerte che solo multinazionali possono permettersi di mettere in bella mostra.

- Advertisement -

I problemi del Black Friday

Similmente a quello che sta ora accadendo con lo strapotere di Amazon su tutti gli esercizi fisici, il Black Friday sta sempre più diventando motivo di preoccupazione per molti lavoratori.
Sia perché non fa altro che aumentare il monopolio di aziende già affermate, sia perché i clienti sono invogliati ad attendere l’ormai celeberrimo venerdì di sconti per andare a far compere.

Piuttosto che acquistare nei piccoli negozi, dove i prodotti generalmente sono più cari e più difficili da trovare, in molti preferiscono infatti acquistare da esercizi digitali o indirizzarsi verso grandi centri commerciali.
E purtroppo questa non è una scelta biasimabile: poter fare compere in un solo gran negozio o addirittura dal divano di casa è ormai diventata la quotidianità a cui pochi rinunciano.

- Advertisement -

Se questa è la situazione normale, è facile immaginare quale sia quella in una giornata di ingenti sconti come quella di domani.
Da questi problemi nascono le prese di posizione di alcune attività che si dissociano dal Black Friday e vi si oppongono come possono.

Le proteste

Non sono infatti così poche come si può pensare le aziende che ritengono immorale una politica di marketing simile.
Tra queste spicca REI, marchio di abbigliamento outdoor statunitense, che domani chiuderà il sito e l’attività invitando tutti i clienti ad uscire all’aria aperta.

- Advertisement -

Quest’anno inoltre si è aggiunta alle proteste, Freitag, marchio svizzero che assembla zaini con materiali di recupero, il quale ha annunciato la nascita di una nuova piattaforma denominata SWAP, in cui le persone stanche dei loro vecchi zaini potranno mettersi in contatto con altre persone con cui scambiarlo.
Un’iniziativa green che si contrappone per mezzi e scopi al Black Friday. Non è di certo un segreto infatti che la giornata di domani sia considerata da molti la massima espressione della nostra società capitalista.

Conseguenza di ciò è che il Black Friday costituisca anche un grande pericolo per l’ambiente: incentivando al consumo e allo spreco.
Iniziative ambientali come quella delle aziende sopra citate possono essere dunque efficaci campagne di marketing per contrastare il consumismo di domani.

Oggi come non mai il Black Friday rischia però di aver estremo successo. Con la pandemia da Coronavirus in corso e essendo per lo più chiusi in casa, non è improbabile che molte persone sceglieranno di fare acquisti online piuttosto che recarsi in un negozio fisico.
Alla crisi tutt’ora in corso per i negozianti, si aggiunge la beffa dunque, con siti come Amazon che trarranno ulteriore beneficio dalla giornata di domani offrendo numerosi sconti; lasciando invece, nella migliore delle ipotesi, le briciole ai piccoli negozi fisici.

Davide Zanettin
Davide Zanettin
Sono Davide Zanettin, ragazzo di 21 anni e studente presso l'università di Trento. L'interesse per il giornalismo e la mia passione nello scrivere nascono anzitutto dalla voglia di esprimermi, obiettivo che mi pongo sempre nei miei articoli con cui cerco di informare mantenendo la maggiore obiettività possibile.