Economia

Bonus da 1.000 euro, oggi 12 agosto è l’ultimo giorno: chi rischia di perderlo

Oggi, mercoledì 12 agosto 2026, è una data da segnare per molte famiglie italiane. Scade infatti una particolare finestra per richiedere il Bonus nuovi nati da 1.000 euro. Attenzione, però: la scadenza di oggi non riguarda tutti i genitori. Vediamo chi deve presentare immediatamente la domanda, quali sono i requisiti e cosa succede se si lascia trascorrere il termine.

article-post
Aggiungi QuotidianPost tra le tue fonti preferite su Google

Ultima chiamata per una parte delle famiglie che possono beneficiare del Bonus nuovi nati 2026, il contributo economico una tantum del valore di 1.000 euro.

L’INPS chiarisce che il bonus spetta, in presenza dei requisiti previsti, per i figli nati, adottati o entrati in famiglia attraverso affidamento preadottivo.

La regola generale stabilisce che la domanda debba essere presentata entro 120 giorni dalla nascita o dall’ingresso del minore in famiglia.

Per il 2026 esiste però una situazione particolare.

Il servizio INPS dedicato all’annualità 2026 è stato aperto il 14 aprile 2026. Per gli eventi verificatisi nel 2026 prima dell’apertura del servizio, l’Istituto ha quindi previsto un termine specifico: 120 giorni dalla pubblicazione del messaggio INPS n. 1268 del 14 aprile.

Il risultato è una data precisa: 12 agosto 2026.

Chi deve fare domanda entro oggi

La scadenza del 12 agosto non deve essere interpretata come la chiusura definitiva del Bonus nuovi nati per tutte le famiglie.

Riguarda in particolare chi ha avuto nel 2026 un evento che dà diritto al beneficio prima dell’apertura del servizio, quindi prima del 14 aprile 2026, e non ha ancora presentato la richiesta.

Per queste situazioni il termine straordinario concesso dall’INPS arriva proprio a oggi, 12 agosto.

Chi rientra in questa categoria e possiede tutti gli altri requisiti farebbe quindi bene a controllare immediatamente la propria posizione.

E per i bambini nati dopo?

Per le nascite e gli altri eventi successivi all’apertura del servizio non significa affatto che il bonus sia terminato.

Continua ad applicarsi la regola ordinaria dei 120 giorni dall’evento.

Facciamo un esempio semplice.

Se un bambino nasce il 1° luglio 2026, i genitori non devono presentare la domanda entro il 12 agosto soltanto perché questa data viene indicata come una scadenza del bonus.

Per quella famiglia bisognerà calcolare il termine di 120 giorni partendo dalla nascita.

È una distinzione fondamentale, perché parlare genericamente di “Bonus nuovi nati in scadenza il 12 agosto” potrebbe far pensare erroneamente alla chiusura completa della misura.

Quanto spetta

Il Bonus nuovi nati prevede un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio per il quale risultano soddisfatte le condizioni richieste.

Non si tratta quindi di un assegno mensile.

In presenza di più figli per i quali si verifica un evento che dà diritto al beneficio, deve essere presentata una domanda per ciascun minore.

Il requisito ISEE

Uno dei requisiti fondamentali riguarda la situazione economica della famiglia.

Per ottenere il Bonus nuovi nati è necessario avere un ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione relativo al minore non superiore a 40.000 euro.

C’è inoltre un particolare vantaggio nel calcolo: ai fini della verifica della soglia, vengono neutralizzati gli importi percepiti attraverso l’Assegno unico e universale.

Questo può fare la differenza per alcune famiglie che si trovano vicine alla soglia dei 40.000 euro.

Attenzione anche agli altri requisiti

L’ISEE non è l’unica condizione.

La disciplina prevede anche specifici requisiti relativi alla cittadinanza o al titolo di soggiorno e alla residenza in Italia.

Prima di presentare la richiesta è quindi opportuno controllare di rispettare tutte le condizioni previste dall’INPS e non basarsi esclusivamente sul valore dell’ISEE.

Come presentare la domanda

La richiesta può essere inoltrata attraverso i canali messi a disposizione dall’INPS.

È possibile utilizzare il sito INPS, l’app INPS Mobile, il Contact Center oppure rivolgersi a un patronato.

Chi utilizza i servizi digitali può accedere alle funzionalità INPS con le credenziali di identità digitale previste.

La pagina ufficiale del servizio permette di accedere direttamente alla procedura dedicata al Bonus nuovi nati 2026.

Cosa succede se non si presenta la domanda in tempo?

L’INPS specifica che la domanda deve essere presentata a pena di decadenza entro il termine previsto.

In altre parole, non si tratta semplicemente di un ritardo amministrativo facilmente recuperabile: presentare la domanda oltre il termine può comportare la perdita del diritto al bonus.

Per questo chi ha avuto una nascita, un’adozione o un affidamento preadottivo nel 2026 prima dell’apertura del servizio e non ha ancora inoltrato la richiesta dovrebbe verificare la propria situazione senza aspettare.

Non confondere questo bonus con l’Assegno unico

Il Bonus nuovi nati da 1.000 euro e l’Assegno unico sono due prestazioni differenti.

Il primo consiste in un pagamento una tantum, mentre l’Assegno unico è una prestazione continuativa destinata alle famiglie con figli secondo le regole previste dalla normativa.

Ricevere l’Assegno unico non significa quindi avere automaticamente richiesto anche il Bonus nuovi nati.

Proprio per aiutare i genitori a conoscere le prestazioni disponibili, nel 2026 l’INPS ha inoltre rafforzato i propri servizi proattivi per informare i neogenitori sulle possibilità di richiedere sia l’Assegno unico sia il Bonus nuovi nati.

Oggi è l’ultimo giorno, ma non per tutti

La data da ricordare è dunque 12 agosto 2026, ma con una precisazione essenziale.

Oggi scade la finestra prevista per gli eventi del 2026 verificatisi prima dell’apertura del servizio INPS del 14 aprile 2026.

Per le nascite, adozioni o affidamenti preadottivi successivi continua invece a essere applicato il termine ordinario di 120 giorni dall’evento.

Chi rientra nella scadenza di oggi e non ha ancora fatto domanda rischia quindi di lasciare sul tavolo 1.000 euro ai quali potrebbe avere diritto.

Potrebbe interessarti anche