Cronaca
Calabria e fase 2: Jole Santelli riapre bar e ristoranti, sindaci e cittadini in rivolta

Dopo la conferenza stampa tenuta dal presidente del consiglio Giuseppe Conte nella serata di domenica 26 aprile, non tutti i governatori ed i sindaci hanno recepito allo stesso modo le indicazioni per la fase 2.
Alcune regioni, infatti, si sono opposte al nuovo decreto che regola la fase 2 a partire da lunedì 4 maggio, ed hanno deciso di organizzarsi in maniera autonoma. In Calabria, addirittura, da oggi giovedì 30 aprile alcuni locali potranno riaprire i battenti.
L’ordinanza della governatrice della Calabria
Ristoranti, pizzerie, agriturismi, bar, pasticcerie e tutti i locali con i tavoli all’aperto potranno accogliere i clienti, oltre che organizzarsi per l’asporto, previa sanificazione degli ambienti. È quanto stabilito con un’ordinanza della governatrice della regione Jole Santelli.
Se appena qualche giorno fa la governatrice minacciava di blindare i confini della Calabria per scongiurare il pericolo di contagi dovuto all’esodo dalle regioni del nord, la Santelli ha effettuato un drastico cambio di rotta poco prima delle 22 di mercoledì 29 aprile pubblicando l’ordinanza che di fatto legittima un “liberi tutti”.
Infatti, oltre alle disposizioni per le attività ristorative, l’ordinanza legittima i mercati all’aperto e la vendita ambulante; inoltre consente gli spostamenti “all’interno del proprio Comune o verso altro Comune per lo svolgimento di sport individuali” e quelli per “raggiungere le imbarcazioni di proprietà“.
Nel resto del Paese, il servizio ai tavoli non è previsto prima di giugno, per le misure “anti contagio” individuate dal governo coadiuvato dal team di esperti, che prevedono distanze di sicurezza e nessun assembramento. Pertanto, molti governatori che si stanno attenendo alle ferree regole imposte si sono rivoltati contro tale decisione.
Ma non solo: nemmeno gli amministratori, i cittadini e gli esercenti sono convinti della decisione presa dalla governatrice, ed è scoppiato il caos.
Anche il governo annuncia battaglia: il Ministro degli Affari regionali, Boccia ha detto: “se ci sono ordinanze non coerenti invio una diffida, una lettera con la scheda indicando le parti incoerenti e la richiesta di rimuoverle (solo in caso di allentamento delle misure). Se non avviene sarò costretto a ricorrere all’impugnativa al Tar o alla Consulta“.
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