Cronaca
Caso David Rossi, la moglie: “Mio marito ucciso per i suoi segreti”

Ora che il caso di David Rossi, trovato senza vita nel 2013 sotto la finestra del suo ufficio è stato riaperto i familiari del manager chiedono di indagare per omicidio: “Ci aspettiamo che emergano ulteriori elementi che rafforzino il nostro grido di verità, che lanciamo da anni” hanno detto. “L’unica cosa logica è che si apra un’inchiesta per omicidio e nell’ambito di quella indagine si potrà indagare anche su altre eventuali omissioni”.
La moglie di Rossi, Antonella Tognazzi, non crede al suicidio, e ora, ai microfoni de La Stampa, afferma: “Dei magistrati non ne posso pensare bene. Sono gli stessi che mi hanno processato per un’accusa infamante: violazione della privacy per un’estorsione al Montepaschi. L’unico processo per la morte di David l’ho subito io, pagando un altissimo prezzo economico ed emotivo per anni. Non sono io a fare la guerra alla magistratura, casomai il contrario”. “I magistrati hanno ritenuto che i dubbi da me sollevati screditassero la loro azione. E allora hanno provato a screditare me”.
Poi aggiunge: “Mi fidavo all’inizio dei pm. Ma ho cominciato a dubitare quando ho letto i messaggi che mi aveva scritto David. Ci sono tre parole precise che noi due regolarmente menzionavamo scherzando. La prima è il mio soprannome Toni: a me piaceva, a lui no. L’altra ‘amore’: non me l’ha mai detta, nemmeno una volta perché non era nei suoi modi e io me ne lamentavo. Infine ‘scusa’: David non chiedeva mai scusa, anche quando faceva capire di aver sbagliato. In quelle tre parole c’era un messaggio in codice che solo io potevo cogliere”
Insomma, per la moglie, David avrebbe scritto di proposito quelle parole che pronunciava malvolentieri, per fare capire alla moglie che era stato costretto a prendere quella scelta, che qualcuno gliela ha imposta: non si sarebbe, cioè, suicidato di sua spontanea volontà . David Rossi, secondo il racconto della compagna, “può essere morto perché custodiva segreti inconfessabili”.









