Caso Karibu, lady Soumaroho si difende: “spese folli? Solo suggestioni”

L'inchiesta sulla gestione dei fondi della cooperativa Karibu continua

Entra nel vivo l’inchiesta sulla cooperativa Karibu gestita dalla famiglia di lady Soumahoro che si occupava dell’accoglienza dei migranti e del loro sostentamento e inserimento nel tessuto sociale della provincia di Latina.

Ricordiamo che la moglie e la suocera del deputato del gruppo misto sono accusate di frode nelle pubbliche forniture, bancarotta fraudolenta patrimoniale (per distrazione) e autoriciclaggio. Secondo l’accusa le indagate avrebbero distratto dei fondi destinati alle spese di mantenimento dei migranti per spese personali e investimenti in Ruanda.

- Advertisement -

Nella giornata di oggi gli avvocati della moglie del deputato Soumahoro hanno rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano locale Latina oggi in merito alle accuse a carico della propria assistita.

Non ci sono state condotte distrattive. La mia assistita ha detto di non essersi appropriata dei soldi della cooperativa. Quelle somme in parte non sono state percepite e parlo dei 70mila euro di consulenza. Non vi è traccia nei conti correnti. La mia assistita ha sottolineato che gli alimenti acquistati in Africa erano per gli ospiti della coop e che non aveva carte di credito intestate a suo nome.

- Advertisement -

Inoltre non ha ricevuto bonifici con le somme che le erano contestate e che l’appartamento affittato a Bruxelles era stato preso ad un prezzo più basso. Inoltre la mia assistita non è titolare di carte e non è stata beneficiaria di acquisti“.

La suocera di Soumaroho, invece, si è avvalsa della facoltà di non rispondere e ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee negando le accuse e asserendo di essere pronta a giustificare tutte le spese fatte. Proprio la posizione della donna originaria del Ruanda risulta essere la più delicata, in quanto la Guardia di Finanza avrebbe stilato un dettagliato rapporto di quelle che vengono definite “spese pazze”.