Chantelle Harlow: la prima modella maculata

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No, non è un fotomontaggio. Chantelle Harlow ha 19 anni, fa la modella ed ha la pelle di due colori; uno, scuro, che tradisce le sue origini, e l’altro, il bianco candido della vitiligine.

Chantelle, conosciuta anche come Winnie, infatti, soffre di vitiligine dall’età di tre anni. Questa malattia della pelle, sicuramente non contagiosa e probabilmente di natura autoimmune, è infatti caratterizzata dalla comparsa sulla cute di chiazze non pigmentate (quindi bianche), dove manca la melanina, ossia il pigmento che colora la pelle. Non sembra avere altri sintomi se non la pelle “maculata” e le inevitabili ripercussioni psicologiche su chi ne è affetto.

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Winnie Harlow però è uscita vittoriosa dalla sua battaglia; lei non chiedeva una pelle nuova, ma sognava di fare la modella, scavalcando pregiudizi e malelingue sul suo insolito colore. Definisce sè stessa “una creatura di Dio dotata di originalità” e ama postare foto della sua pelle così naturalmente decorata. Ovviamente il suo percorso non è stato tutto rose e fiori; i compagni di scuola, forti della loro acerba crudeltà e dell’ignoranza spesso borghese dei loro genitori, la prendevano in giro dandole della “zebra”. Era (ed è tuttora) diversa. Forse troppo per 15 anni fa, quando la vitiligine era ancora un mistero e si additava ancora come pericolosa una persona non conforme ai canoni estetici di allora. Ma ovviamente non erano solo i bambini a guardarla male. Erano (e sono) anche gli adulti, quelli per cui è più difficile accettare un compromesso sociale (soprattutto se non porta privilegi, ma solamente una personale evoluzione verso la civiltà e la solidarietà).

La vitiligine è insieme la condanna e la fortuna di Chantelle. Per causa sua ha dovuto lottare contro i suoi simili e grazie ad essa ha guadagnato fama, soldi e serenità. Lo scetticismo verso il mondo della moda, dotato di innumerevoli contraddizioni e numerosi cattivi esempi, porta però a dubitare della buona fede di chi ha scelto Winnie per le sue sfilate. Possibile che gli stessi stilisti che scelgono ragazze anoressiche, imponendogli diete a base di aria e mettendole su tacchi più alti di loro, possano scegliere una ragazza bella da mozzare il fiato ma “bicolore”? Possibile che possano farlo solo per educare alla diversità, consci della loro influenza sociale? No. Non è possibile. O almeno non lo è completamente. Siamo ancora purtroppo molto lontani da accettare noi stessi per come siamo, figuriamoci dall’accettare gli altri.

La moda ha scelto Winnie perchè è bella, ma soprattutto perchè attira l’attenzione e la curiosità su di sè. E di conseguenza anche sul marchio di cui è testimonial. Nulla è lasciato al caso, la moda non educa. Ma Winnie si. Winnie è la speranza di tutti i malati di vitiligine, che nonostante laser, trapianti di pelle e lampade Uv, non avranno mai una pelle uniforme. Winnie accetta sè stessa e permette di accettarci. Winnie ha vinto.

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