Chi era Steven Babbi: il giovane morto di cancro e abbandonato dall’INPS

La storia di Steven Babbi: il giovane di 24 anni abbandonato dall'INPS e "adottato" dai suoi datori di lavoro. L'annuncio della morte.

Steven Babbi
Fotocredits: Facebook

Steven Babbi: lottava contro il sarcoma di Ewing

Steven Babbi è morto a 24 anni. Dall’età di 11 lottava contro il sarcoma di Ewing, una forma di tumore molto aggressiva. Abitava a Cesenatico e, nonostante il male che lo affliggeva, non ha mai perso il sorriso. Steven ha dovuto convivere con il suo male per più di un decennio. Come leggiamo da TGCOM24, ad annunciare la morte di Babbi è stata l’azienda Siropack, una realtà professionale dell’Emilia Romagna, di cui il 24enne era un dipendente. La Siropack ha avuto un ruolo importante nella vita di Steven, che era stato praticamente adottato dalla ditta stessa.

Un caso nazionale

Il caso di Steven Babbi ebbe una risonanza mediatica nel 2017 quando il giovane superò i 180 giorni di assenza per malattia dal posto di lavoro. Come la legge prevede in questi casi, l’INPS sospese a Steven dell’indennità di malattia. L’azienda, molto generosamente, intervenne continuando a pagargli lo stipendio. Grazie a questo nobile gesto, i titolari della Siropack, Rocco De Lucia e Barbara Burioli, sono stati nominati cavalieri dell’ordine al merito della repubblica italiana dal presidente Sergio Mattarella. L’onorificenza era stata motivata “per la straordinaria prova di umana generosità e sensibilità a sostegno di un loro dipendente gravemente malato e privo della copertura previdenziale”.

Il post della Siropack

Dopo la morte di Steven Babbi, l’azienda Siropack ha postato il seguente messaggio su Facebook: “Lotteremo con ancor maggiore determinazione per tenere viva la sua testimonianza e dare voce alla richiesta di escludere dal limite di 180 giorni di malattia retribuita annuale tutti i malati oncologici per restituire a ciascun lavoratore quella dignità che Steven ha dimostrato fino alla fine, e per far sì che il nostro Paese destini più fondi alla ricerca affinché i nostri malati possano avere una maggiore speranza di vita”.

L’annuncio della morte

L’annuncio della morte di Steven Babbi è stata data lo scorso 14 febbraio dalla stessa ditta Siropack. La ditta, che ha come sede Cesenatico, è specializzata nella creazione di imballaggi. L’azienda ha informato del decesso del 24enne tramite alcune parole su Facebook: “Con infinito dolore comunichiamo che Steven ci ha lasciati. Se n’è andato così come ha sempre vissuto, affrontando ogni momento con positività, forza e immensa determinazione”. Steven è diventato un simbolo sociale: la sua vita potrebbe in futuro modificare la legge riguardante il limite dei 180 giorni di malattia.

Il sarcoma di Ewing non gli ha dato scampo

Il sarcoma di Ewing è un tumore che distrugge il tessuto osseo. Il caso di Steven Babbi, ragazzo che soffriva purtroppo di questa terribile malattia, fece clamore in quanto superò per seri motivi di salute i 6 mesi di assenza per malattia, con conseguente sospensione dell’indennità di malattia da parte dell’INPS. I titolari della Siropack decisero di aiutare il ragazzo, mantenendolo all’interno del proprio staff e pagandogli regolarmente lo stipendio, nonostante l’annullamento della contribuzione previdenziale. Steven comunque divenne un simbolo di quella che l’opinione pubblica ritenne essere “un’ingiustizia”. Molti gli utenti e i personaggi famosi che testimoniarono il loro affetto nei confronti di Steven sui social, tra cui una foto in cui il ragazzo appare assieme a Vasco Rossi.

I funerali

I funerali di Steven Babbi si svolgeranno il giorno 17 febbraio alle 14:30 presso la chiesa Bagnarola di Cesenatico. Oggi 16 febbraio è invece aperta la camera ardente nella località rivieresca dalle 7:00 alle 17:00 per dare un ultimo saluto al giovane. Steven contrasse il tumore quando era solo un ragazzino di 13 anni. Da allora, la sua vita fu caratterizzata solo da entrate ed uscite dagli ospedali. Nonostante tutto, Steven non si è mai spaventato ed è andato avanti senza nominare mai il nome di quel male che l’affliggeva, come per esorcizzare la patologia e vivere la vita quanto più normalmente possibile.

Lo studio e il lavoro

Come qualsiasi ragazzo della sua età, Steven Babbi studiò con impegno e i suoi sforzi furono premiati. Alla fine, venne assunto dalla ditta Siropack, specializzata nella produzione di macchine per imballaggio per l’industria alimentare e farmaceutica. L’azienda venne fondata da Rocco De Lucia, un uomo originario della Puglia che si trasferì al nord dopo aver conosciuto l’amore della sua vita, Barbara. Una realtà imprenditoriale celebre a livello internazionale quella di De Lucia, con numerosi riconoscimenti ed una trentina di dipendenti che non si non sono fermati neanche durante i tempi di crisi che qualsiasi azienda privata può conoscere nel tempo.

L’incontro con il suo datore di lavoro

Rocco De Lucia conobbe casualmente Steven Babbi un giorno, mentre si trovava presso l’officina del padre del ragazzo, un meccanico. Si trovava lì per cambiare le gomme alla sua auto. In officina era presente anche Steven, un simpatico giovanotto alto un metro e sessanta, gravato dalla sua grave malattia, ma caratterizzato da una voglia di vivere incredibile. Impressionato positivamente da Steven, Rocco decise di assumerlo presso la sua azienda come terminalista. L’imprenditore disse più di una volta sul conto di Steven: ” E’ un traino per tutti, un motivatore nato. Gli altri lo vedono sbattersi a destra e a manca e non hanno il coraggio di tirarsi indietro, non potrebbero”.

L’asportazione di un polmone

Dopo l’aggravarsi della malattia nel marzo 2017, i chirurghi dovettero effettuare su Steven Babbi l’asportazione di un polmone. L’indennità di malattia gli fu data regolarmente per un periodo massimo di 6 mesi, venendo annullata dall’INPS nel settembre dello stesso anno. I colleghi di Steven decisero di effettuare una colletta per aiutarlo economicamente, ma Rocco e sua moglie Barbara decisero di continuare a pagargli lo stipendio nonostante i mesi di assenza per malattia. I coniugi iniziarono inoltre una battaglia in difesa di tutti coloro che erano nella stessa condizione di Steven, tanto che il presidente Mattarella volle incontrare i due imprenditori e lo stesso Steven.