Cucina

Chi ha inventato la pizza? La vera paternità

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Chi ha inventato la pizza? nonostante l’incertezza delle origini pare che la paternità sia da attribuire ad un certo Raffaele Esposito. La prima tesi, conduce la sua origine già al 3000 a. C. quando, secondo alcuni ritrovamenti, in Sardegna, si utilizzava già il lievito. Altre tesi, sostengono l’idea secondo la quale, la pizza, venisse cucinata anche dai Greci, dagli Egizi e dai Romani, i quali preparavano qualcosa di molto simile ad una focaccia.

Addirittura, c’è chi sostiene la sua origine, risalirebbe al Neolitico, quando, dopo aver scoperto coltivazioni di farro, orzo, legumi, semi di lino, ed altri semi analoghi, e scoperta la preparazione e la cottura di cibi sulla pietra, iniziarono la loro preparazione di un prodotto, molto simile ad essa.

Non è possibile, dunque, dare una risposta precisa e dettagliata sul dove e quando sia nata precisamente la pizza.

La sua nascita, però, secondo molti, si collocherebbe tra il ‘500 e il ‘600, nel Regno di Napoli. Si tratterebbe della così denominata pizza Mastunicola, preparata con lardo di maiale, cigoli, formaggio di pecora, basilico e pepe. Considerata, la prima pizza ad avere un nome e la prima pizza al cui interno, vi è del basilico, che da questo momento in avanti, diventerà uno degli ingredienti di base della pizza.

Un’altra pizza, sempre che si diffuse nel Regno di Napoli, è la pizza alla cecinelli, preparata con bianchetti, che in dialetto, prendono il nome di “cecelli“, ovvero, dei pesciolini di colore bianco, davvero molto piccoli. Ma finora, non abbiamo ancora parlato del connubio tra pizza e pomodoro.

Ferdinando IV di Borbone, all’epoca, amava la pizza, e svariate volte aveva provato ad inserirla nei menù di Corte, senza però ottenere il risultato sperato, almeno all’inizio. Si era intestardito, voleva che a gustarne la bontà, fosse anche l’austriaca Maria Carolina, sua giovane compagna, che però, odiava questo alimento. Così, Ferdinando di Borbone, fece fabbricare un apposito forno a Capodimonte, facendo preparare la pizza, dal migliore pizzaiolo di Napoli, e così, finalmente, l’austriaca Maria Carolina, se ne innamorò, e con lei, tutti coloro che erano presenti alla Corte.

La prima pizza Margherita

I pizzaioli napoletani, iniziarono ad utilizzare i pomodori, nella metà del 700. Ma ancora non si è arrivati all’ideatore della pizza. L’invenzione della pizza, può essere ricondotta a Raffaele Esposito, titolare della taverna storica napoletana “Pizzeria di Pietro e basta così“. Proprio con essi, ebbe origine la storia della pizza margherita, che nel 1889, dedicata alla Regina Margherita di Savoia, da cui, inevitabilmente prese il nome. Una preparazione unica ed originale, che omaggiava anche il tricolore italiano, dove il basilico rappresentava il verde, la mozzarella il bianco, ed il pomodoro il rosso. Fino ai primi del 900, la pizza restò un fenomeno solamente napoletano, e si diffuse, solo successivamente, tramite l’emigrazione conseguente alla seconda guerra mondiale, ovviamente adattandosi ai diversi palati dei vari paesi.

La pizza come alimento dei più poveri

La pizza era un alimento, che costava poco e riempiva la pancia. Proprio per questo, i poveri ne facevano uso, essendo uno dei pochi alimenti che potevano concedersi. Bastava un cerchio di farina schiacciato, senza condimento, per donare sazietà a lungo termine. Chi aveva qualche soldo in più e poteva permetterselo, ci aggiungeva un po’ di strutto o dell’olio. In questo modo, la pizza marinara, divenne la pizza dei più poveri.

L’origine della pizza Marinara, composta da pomodoro, aglio, origano ed olio extra vergine di oliva, risale agli inizi del 700, ed il suo nome, non è riferito al mare, seppur apparentemente sembrerebbe così. Originariamente, veniva prodotta con solo pomodoro ed olio, per essere mangiata ed acquistata, dalle persone povere; solo quelle più facoltose, potevano permettersi, altri ingredienti.

Avvenne, che un pizzaiolo del porto di Napoli, ricevette continue rimostranze da parte dei marinari, che lamentavano, per l’appunto, di insaporirla un po’. Da quel momento in poi, quel pizzaiolo aggiunse dell’aglio, che non incideva particolarmente sul prezzo del prodotto, e così nacque la “pizza alla marinara”, non perché riempita con prodotti del mare, ma perché ebbe origine dalle lamentele dei marinai.

Pizza Patrimonio dell’Unesco

La pizza ormai, è anche patrimonio dell’Unesco dal 2017. E’ così che, questo cibo unico, è finalmente tutelato in tutto il mondo. Una tradizione trasmessa di generazione in generazione, che dona un senso di identità a tutti i popoli, indistintamente, a prescindere da sesso, religione, etnie o qualsivoglia etichetta o pregiudizio. E’ così che è stata dichiarata “patrimonio immateriale dell’umanità“.

Una strada lunga, affinché l’arte della pizza e dei pizzaioli, potesse diventare Patrimonio dell’Umanità. Un percorso durato 3 anni, avuto inizio alla manifestazione del Pizza Village nel 2014, grazie alla quale il 7 dicembre 2017, si è arrivati al riconoscimento dell’Arte della pizza napoletana. Tutto questo, ha condotto un piatto così semplice ma dal gusto unico, a diventare il simbolo italiano per eccellenza, famoso e celebre in tutto il mondo. Si stimano, siano 5 miliardi, le pizze all’anno mangiate in tutto il mondo.

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