La pizza napoletana patrimonio dell’Unesco, premiata l’arte dei pizzaiuoli

A Jeju, in Corea del Sud, voto unanime del Comitato di governo dell'organizzazione dell'Onu per l'unica candidatura italiana. Il sindaco di Napoli, de Magistris: "Riconoscimento storico". Festeggiamenti in tutta la città.

La pizza napoletana diventa patrimonio dell’Unesco. Una vittoria per Napoli e l’Italia. Il dodicesimo Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco, riunito in sessione sull’isola di Jeju (Corea del Sud), ha valutato positivamente l’unica candidatura italiana. Fare il pizzaiolo ora è un’arte riconosciuta patrimonio dell’umanità.

“Congratulazioni Italia”, così l’Unesco ha annunciato, con un twit, l’inserimento dell’arte del pizzaiuolo napoletano nella “rappresentativa lista dei patrimoni culturali intangibili dell’umanità”.

Per l’Unesco, si legge nella decisione finale, “il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale”.

I lavori del Comitato Unesco si concluderanno il 9 dicembre e, solo al termine di questa ultima sessione, il riconoscimento dell’Arte del pizzaiuolo napoletano sarà ufficialmente ratificato.

Riconoscimento atteso e meritato

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha premiato un lungo lavoro del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che nel 2009 aveva iniziato a redigere il dossier di candidatura con il supporto delle Associazioni dei pizzaiuoli e della Regione Campania. Il dossier della candidatura e la delegazione sono stati coordinati dal professor Pier Luigi Petrillo.

Al termine dell’iscrizione, l’ambasciatrice italiana per l’Unesco, Vincenza Lomonaco, ha ringraziato tutti gli Stati che hanno votato a favore dell’Italia, sottolineando come il Paese voglia promuovere le tradizioni agroalimentare nel contesto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

Subito dopo la proclamazione, in sala è scoppiato un lungo e fragoroso applauso che ha festeggiato il successo italiano a lungo atteso.

Congratulazioni dalle istituzioni e dal web

Le congratulazioni sono arrivate, innanzitutto, dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “Riconoscimento storico: grazie ai pizzaioli napoletani, che vivono ed operano a Napoli e in tutto il mondo, grazie a tutti quelli che hanno firmato per questa petizione. È il segno della potenza di Napoli attraverso la sua arte, la sua cultura, le sue tradizioni, le sue radici,la sua creatività, la sua fantasia. Una grande vittoria per Napoli e per la pizza napoletana”.

Soddisfazione anche sul web espressa soprattutto via Twitter. Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini ha scritto: “L’arte dei pizzaiuoli napoletani è Patrimonio Immateriale dell’Umanità! Un riconoscimento per Napoli e l’Italia intera mentre sta per iniziare il 2018 #annodelciboitaliano”.

“E’ un grande riconoscimento per l’Italia, per Napoli e la Regione Campania”. Così, invece, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ha commentato l’importante successo ottenuto a livello mondiale. E ha continuato: “La Campania è il luogo in cui l’eccellenza alimentare diventa cultura, questo è quanto dimostra il riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo quale Patrimonio Immateriale dell’Unesco”.

I festeggiamenti

In onore del riconoscimento, vi è stata un’apertura straordinaria a partire dalle 8.00 di alcune pizzerie storiche della città partenopea: a partire da Brandi, dove si narra che sia nata la pizza margherita, fino ad arrivare a Sorbillo, nel cuore del centro storico.

Da Brandi si sono ritrovati Attilio Albachiara, presidente dell’associazione Mani d’Oro, Umberto Fornito, vicepresidente dell’Associazione pizzaiuoli napoletani, Raffaele Biglietto direttore di Tuttopizza e Vincenzo Borrelli, vicepresidente della sezione turismo dell’Unione Industriale. Con loro vi erano anche i giovani di Coldiretti con le bandiere gialle dell’associazione sventolate in segno di festa.

Da Sorbillo, invece, sono confluiti i titolari di alcune delle pizzerie più note della città, come Antonio Starita e Ciro Oliva di Concettina e i Tre Santi. Offerta a tutti i passanti la classica pizza a portafoglio.

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