I commercianti abruzzesi e il rito del primo incasso

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Abruzzo, 2015. Un anziano commerciante ormai in pensione mi racconta una strana usanza che, stando alle testimonianze da me raccolte, è presente in tutto l’Abruzzo, sia costiero che montano.

«Questa cosa si deve fare – mi dice – e mio figlio, che ora è al posto mio, non lo vuole capire! Io allora, che continuo ad aiutare in negozio, cerco di fare sempre io il primo incasso. E se voglio regalare qualche cosa mi faccio dare un centesimo così posso fare lo stesso il segno della croce».

Lo strano rituale che compie l’anziano commerciante consiste nel prendere il denaro del primo incasso della giornata nella mano destra, baciare il pugno e poi farsi il segno della croce. Questo gesto serve ad assicurarsi una giornata di buoni guadagni. Se il primo cliente vuole cambiare della merce o si reca in negozio per prendere qualcosa in omaggio deve necessariamente dare un centesimo per poter permettere al commerciante di fare questo scongiuro contro il pericolo di non incassare nulla durante il giorno.

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«Una volta – prosegue l’anziano commerciante – ho chiesto a un signore di passare più tardi se non aveva soldi e lui mi ha detto che non li avrebbe avuti neanche dopo. Io gli ho detto che poteva pure portarmeli alla fine del mese ma doveva passare dopo e poi gli ho spiegato questa cosa e lui ha capito».

Oltre a questo rito una anziana signora ricorda una formula che diceva il padre, che aveva una piccola merceria, da dire nel caso in cui il cliente che aveva chiesto al commerciante di fargli credito non saldava il suo debito: «Giuvann, San Giuvann, in ciele ci sta Ggisù! mi si fregate uanne, mo nin mi frighe cchiù! (Giovanni, San Giovanni, in cielo c’è Gesù, mi hai ingannato quest’anno, ora non mi inganni più!)».

Molto probabilmente il rito del primo incasso così come è stato descritto sparirà presto perché sono ormai solo i commercianti più anziani a continuare a farlo. O forse verrà tramandato in altre forme molto lontane dalla tradizione cattolica come quella di toccarsi le parti intime se il primo incasso è inferiore ad un euro.

Del resto l’italica propensione alla scaramanzia è dura a morire.

 

Nata a Pescara nel 1983, Chiara si laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo” a Roma nel 2007. La laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” arriva nel 2009, anno in cui ha le prime esperienze come educatrice. Attualmente è impegnata, tra le altre cose, nell'ambito dell'insegnamento dell'italiano a studenti stranieri.
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