Craft diffida autostrade: il brevetto è nostro

La guerra è per il sistema di controllo della velocità continua

La società Craft diffida autostrade per l'talia in merito ad un brevetto del tutor stradale
La società Craft diffida autostrade per l'Italia per il continuo utilizzo del tutor Fotocredit: A13Italia3.JPG WIKIPEDIA

Romolo Donnini, della società responsabilità limitata Craft ha diffidato Autostrade per l’Italia. 

Questo è il testo della diffida:

gentili signori, vi ricordiamo che la suprema corte di cassazione ha cassato con rinvio e dunque la controversia è bel lontana dall’essere chiusa. Nei termini di legge infatti il processo sarà riassunto innanzi al giudice del rinvio ovvero la corte d’appello di Roma che potrà ritenere sussistente o meno la contraffazione. Dato che continuiamo a pensare, nonostante la sentenza del 14 agosto del 2019, che i vostri sistemi costituiscano una contraffazione del nostro brevetto, vi diffidiamo dal riattivare i Tutor e, comunque, dal compiere atti che possano cagionare un danno ai nostri diritti, riservandoci, comunque ed in ogni caso, ogni più ampia tutela, anche per il passato”.

Con tale diffida possiamo dunque affermare che Davide ha battuto nuovamente Golia. La battaglia sul tutor è tutt’altro che conclusa. La guerra Sembrava essere terminata grazie alla sentenza della corte di appello che imputava ad autostrade per l’Italia la violazione del brevetto della piccola società Craft. Secondo la corte d’appello, Autostrade per l’Italia è tenuta a rimuovere il tutor. Inoltre è costretta a pagare una somma pari a 500 € per ogni giorno di ritardo nell’adempimento del suddetto obbligo.

La corte non ha però riconosciuto il diritto della S.r.l. Craft  ad ottenere il risarcimento del danno. Autostrade per l’Italia ha annunciato che in 20 giorni sostituirà l’impianto attuale con uno diverso, dunque ha manifestato la volontà di non voler rimuovere i tutor. Inoltre la società ha avuto una condanna per il pagamento delle spese legali necessarie per lo svolgimento del processo.

Purtroppo non è finita qui infatti la sentenza è stata impugnata innanzi alla corte di cassazione che dopo aver cassato il ricorso a rimesso la questione innanzi al giudice del rinvio. L’esito della guerra tra le due società verrà risolto a breve con una sentenza che metterà fine a questa aspra diatriba legale.

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