È un Crepet molto sferzante e a tratti molto duro, quello delle dichiarazioni rilasciate alla stampa.
Il noto e stimato psichiatra ha infatti delineato il quadro psicologico di chi si assembra, in violazione dei divieti imposti dal Dpcm e puntualizza: “Le persone mediocri osservano, quelle intelligenti invece prevedono. Cerchiamo di uscire dalla mediocrità di chi affolla le vie dello shopping, altrimenti sarà un disastro“.
Spiega poi come sia ben conscio del fatto che tanti altri italiani rispettino le regole: “Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma provo una profonda disillusione di fronte a chi si accalca nello struscio e nella movida delle città perché avrei sperato che 65 mila morti per Covid ci insegnassero qualcosa“.
Per Crepet, dietro gli assembramenti, si celerebbero, psichiatricamente parlando, personalità ciniche e punta il dito non solo sui comuni cittadini ma anche su chi lavora “ai piani alti” della scala sociale: “assistiamo a manifestazioni di cinismo di cui dovremmo vergognarci, a partire dal cinismo di chi non ha organizzato adeguati servizi del sistema sanitario. La cancelliera Merkel con meno morti di noi ha parlato alla nazione con voce tremante, mentre i nostri politici non sanno neppure chiedere scusa per gli errori commessi. Per non parlare, poi, del cattivo esercizio della libertà dei cittadini“.
E continua: “La gente esce di casa e partecipa ad assembramenti folli per un malinteso esercizio della libertà. Senza capire che la libertà è espressione di responsabilità e di rispetto come succede nell’amore. Assistiamo invece al cinismo di chi non si preoccupa di divenire veicolo di contagio per i più fragili come gli anziani. Un atteggiamento che nasce anche dal fatto che si ritengono il lavoro e l’economia più importanti di tutto il resto. Ma io mi domando: come fa un operaio o un manager o un commerciante malato a lavorare?“.
In conclusione, ricorda che ciò che conta per adesso è la salute: “Dovrebbe essere chiaro che l’aspetto più importante è la salute. Sui media assistiamo all’onnipresenza di virologi ed epidemiologici a scapito di chi si cura della dimensione psicologica delle persone. Quest’ultima necessita di maggiore attenzione, perché se continuiamo a non capire l’ovvio degli assembramenti ci ritroveremo a stupirci, domani, per il rifiuto di tanti a vaccinarsi contro il Coronavirus per il semplice gusto di fare marameo allo Stato“.










