David Glasheen e il diritto di essere Robinson Crusoe.

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Questa è la storia di un uomo perduto. Così viene chiamato: The Lost boy of Restoration Island. Il ragazzo perduto di Restoration Island che ragazzo non è, ma un quasi settantenne che è diventato Robinson Crusoe dei tempi moderni.

Questa è la storia di David Glasheen.

Per raccontare la sua storia iniziamo dal dove: Restoration Island appunto. Un paradiso tropicale e un parco nazionale situato in Far North Queensland, in Australia. L’isola è completamente disabitata, anche se esistono testimonianze che risalgono ai tempi della sua scoperta della presenza di aborigeni. Da allora, comunque, nessun essere umano ha più abitato l’isola.

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Questo fino al 1993. Poi è arrivato, navigando le  onde dell’Oceano Indiano come un esploratore alla scoperta della sua terra, David Glasheen.

Mr. Glasheen non è, però, un esploratore. E non è neanche un naufrago. È un ex uomo di affari che ha perso tutti i suoi soldi a causa del lontano crollo dei titoli australiani nel 1987. Dopo la rovina ha tentato di riprendersi, di reinventarsi. Cosa che ha fatto anche in amore: ha incontrato Denise dopo essere stato lasciato da sua moglie ed è proprio da questa nuova donna che inizia la sua nuova vita, che lo ha portato a Restoration Island. È stata infatti proprio Denise a dire per la prima volta a Dave: “andiamo a vivere su un’isola”.

Ed è così che David, Denise ed altri due loro partner approdano a Restoration Island, una isola in vendita per 1.2 milioni di dollari. Impossibilitato ad affrontare la spesa, David e i suoi soci decidono di subaffittare un terzo dell’isola al patto che in cinque anni si sarebbe fatto, di quell’area da loro presa in subaffitto, un resort del valore di minimo 200.000 dollari. Le complicazioni che David deve affrontare arrivano anche dai vicini di casa, gli aborigeni di Lockhart River, i KuukuYa’u  e possessori del restante due terzi dell’isola, che da subito iniziano ad odiare David e il suo progetto. Lui resiste e continua nel suo progetto insieme agli altri.

Denise e David, nel frattempo, mettono al mondo un figlio che vive i suoi primi sei mesi di vita proprio sull’isola. Sei mesi, appunto, e non di più. Perché Denise non regge più la vita su Restoration Island, così prende il bambino e torna sulla terra ferma, lasciando David. Che rimane, alla fine, solo con il suo progetto e con la determinazione di restare sull’isola.

I giorni passano, così le settimane, i mesi e gli anni. Venti anni, ormai. È così che David Glasheen diventa The lost boy of restoration Island. È così che la sua vita si trasforma completamente. È così che David non ha più fatto ritorno nel mondo civilizzato ed è diventato a tutti gli effetti, l’unico abitante dell’isola.

David è felice.

La sua unica compagnia è un cane di nome Quasi, anche se in passato ha provato a cercarsi una donna. Ha messo un annuncio che ha fatto il giro del mondo, ma, a dire proprio dello stesso David, hanno risposto solo lunatiche e allora ha deciso di sopperire alla mancanza di una compagna con un manichino dalle sembianze di donna. Ogni mattina va a pesca, mentre va a fare rifornimento di pane e altro cibo che non può trovare sull’isola ogni due o tre settimane. Vive di poco e vive bene. Sfrutta l’energia del sole per avere la connessione internet che gli permette di restare in contatto con il mondo. Suona la chitarra ed ha imparato a produrre birra, che beve nel suo gazebo di fronte all’oceano, all’imbrunire, prima che l’isola diventi scrigno di silenzio e pace.

Succede però che la felicità di David sembra avere i giorni contati. La legge rivuole indietro l’isola, vuole sfrattarlo insieme al suo cane e al suo manichino.  Il governo di Queensland ha intentato una causa contro di lui (per ora vinta in primo grado) perché David non è stato agli accordi e non ha più costruito il resort, come da secondo i piani. Gashleen non ha soldi per combattere legalmente la sentenza e al momento sta cercando un avvocato d’ufficio che prenda in carico la sua causa. Non è solo però: il mondo intero si è mobilitato per lui. È nata una pagina Facebook che grida “Let David Gashleen stay on the island”, ci sono addirittura persone che si sono mosse privatamente e hanno indetto una raccolta fondi perché David possa permettersi un avvocato e riavere quella che ormai è per lui la sua terra. La sua casa.

Molte persone identificano la scelta di David con la libertà, tante di quelle persone forse non riuscirebbero a vvivere come fa lui ma sapere che al mondo esiste un David Gashleen è bello proprio perché lui è riuscito a fare qualcosa che forse, dentro al cuore, tutti vorremmo e che certamente tutti almeno una volta nella vita ci siamo augurati per noi stessi in momenti difficili: vivere su un’isola deserta.

Chissà se quest’uomo riuscirà a restare a Restoration Island come vuole. E chissà, qualora fosse costretto a lasciarla, che impatto avrebbe su di lui il ritorno alla vita moderna e caotica dei nostri giorni.

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