Cronaca

Davide Paitoni e i disegnini del figlio: “Staremo sempre insieme”

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Aveva colorato dei fogli per il padre il piccolo Daniele Paitone, brutalmente ucciso con una coltellata alla gola dal papaà la notte di Capodanno.

Davide Paitoni si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma rimangono i messaggi. Quelli al padre Renato, col quale abitava, e poi quelli alla moglie, quando il loro piccolo Daniele era già morto: “Passo a riportartelo, è stata una bella giornata” le aveva scritto.

E ancora: «Daniele sta bene, non gli ho fatto niente». Per il gip, si tratta di una freddezza che è segno di premeditazione, che è indice di un quadro psicologico in cui predomina una tipica “violenza di genere e della rivendicazione del proprio ruolo preminente e padronale, anche delle vite altrui“.

Paitoni aveva progettato tutto. Prima ha detto al padre, che ha problemi di udito, di andare a vedere la tv in un’altra stanza e aspettare una sorpresa, un disegno del nipotino. A quel punto, “con la scusa di una merendina, di un dolcetto, ho fatto sedere Daniele sulla sedia, e poi ho sferrato un colpo secco“. Dopo avergli infilato “un pezzo di stoffa in bocca per evitare che urlasse“. Tutto questo “induce a pensare alla consapevolezza del piccolo che qualcosa di tremendo stava per accadergli“.

Secondo il giudice, però, l’omicidio non era prevedibile. “È bene partire da un dato che può apparire paradossale: è la madre che porta il figlio dal padre” . Gesto “del tutto incompatibile con qualsiasi allarme che un precedente atteggiamento del padre avrebbe potuto destare“. Insomma, l’omicidio è stato un esito imprevedibile, che nemmeno la stessa madre avrebbe mai potuto sospettare.

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