Cronaca
Decretone anti coronavirus cosa prevede?

Con l’emergenza in corso Covid-19 tutti i versamenti, imposte e contributi del 16 marzo sono stati sospesi per una settimana. Non solo scatterà una lunga proroga di versamenti, Iva sulla base del fatturato, sono previsti anche bonus fiscali per l’emergenza sanitaria e gli autonomi che lavorano in proprio e si trovano in affitto. Oggi in Cdm si parlerà del capitolo fiscale del decreto legge riguardo il sostegno a imprese, famiglie e lavoratori.
Cosa prevede il decreto anti coronavirus
Una misura urgente insieme a quella economica è sicuramente quella sanitaria. E proprio il primo capitolo del Dl sarà dedicato alla sanità con le misure per le assunzioni di medici, infermieri e personale specializzato, nonché per per aprire alla requisizione di immobili e presidi sanitari per fronteggiare l’emergenza.
Sostegno al reddito, congedi parentali, bollette
Per quanto riguarda il sostegno ai lavoratori il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la Cgis propone una somma cospicua per aiutare lavoratori e imprese piccole e grandi che siano. Previsti ben 5 miliardi che il governo vuole attuare. Per le famiglie arrivano i congedi familiari per i lavoratori che hanno i figli a casa e in alternativa un voucher per ripagare i costi sostenuti per le babysitter. Un aiuto, potrebbe arrivare anche sul fronte delle bollette. Ci sono anche le misure concordate con il mondo bancario, la Banca d’Italia e la Cdp per una moratoria generalizzata, ma pur sempre a richiesta, di mutui, prestiti e finanziamenti.
Sospensione dei versamenti per le imprese
Sono previsti sospensioni dei versamenti di imposte e contributi, non dovrà essere effettuato nessun versamento di ritenute dei lavoratori dipendenti, autonomi, Iva, accise, nonché contributi previdenziali e quelli Inail per gli infortuni sul lavoro. Per recarsi alla cassa con le deleghe di pagamento ci sarà una settimana di tempo. Quel giorno, però, saranno chiamati a saldare i conti con il Fisco e con gli istituti di previdenza solo imprese, autonomi e professionisti con fatturati sopra un tetto di fatturato molto alto. Tutti gli altri, sotto la soglia di ricavi che sarà fissata solo all’ultimo in relazione alle quantificazioni della Ragioneria (uno o due milioni di euro), si vedranno rinviare di almeno due mesi i pagamenti che erano dovuti per il 16 marzo.









