Il Diario di Anna Frank

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Il Diario di Anna Frank è un volume scritto da una giovane ebrea nata da una famiglia agiata a Francoforte nel 1929.  Nel 1933 a causa delle leggi razziali i Frank vanno ad Amsterdam, dove il padre si dedica ad attività commerciali. Nel 1942, a seguito dell’invasione dell’Olanda, il nucleo è costretto a trasferirsi in un alloggio segreto adiacente ad una fabbrica. Con loro si nascondono anche i Van Daan e il Signor Dussel.

La narrazione inizia quando la vita di  Anna ha ancora qualcosa di somigliante a quella di una qualsiasi tredicenne. Per il compleanno le viene regalato un diario ed inizia così ad imprimere su carta i suoi pensieri. Inventa un’amica di nome Kitty, a cui scrive lettere immaginarie. Attraverso le sue impressioni vengono mostrate le problematiche inerenti alla persecuzione durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Un cambiamento traumatico e terribile avviene nella routine dei Frank. I controlli s’intensificano e sopravvivere per gli ebrei diviene complesso. Il trasferimento all’alloggio segreto muta significativamente la quotidianità. La convivenza forzata e gli stenti risultano difficili soprattutto per i tre giovani del gruppo, cioè Anna, la sorella Margot e Peter, il figlio dei Van Daan.

La ragazzina, chiusa in questo piccolo mondo fatto di paura, attacchi e personaggi amici che provvedono al sostentamento degli esiliati, cresce e si appresta a diventare donna. Fino al 1944, quando i rifugiati vengono scoperti, condotti ad Auschwitz, smistati e divisi.

Anna e sua sorella muoiono nel 1945 di tifo a Bergen Belsen. Solo tre settimane dopo le truppe inglesi avrebbero liberato il campo. Il padre delle ragazze è l’unico sopravvissuto allo sterminio. Grazie a lui, nel 1947 il diario della figlia viene reso pubblico ed edito col titolo “Il retrocasa“.

Questo libro che tratta temi difficili e commoventi è una lettura adatta anche ai più giovani, infatti la fluidità, la semplicità e la scorrevolezza del testo lo rendono fruibile ad ogni età. Viene adottato in molte scuole, per far conoscere con delicatezza alle nuove generazioni il dolore provocato dalla guerra. La maniera ingenua, ma allo stesso tempo consapevole con cui Anna si approccia alla tragedia che sta vivendo è di grande insegnamento. Oltre ad una testimonianza storica questo testo è considerato di formazione.

I personaggi sono descritti dalla ragazza con enfasi. Traspare la difficoltà del rapporto con sua madre, l’affetto per il padre e viene largamente trattata la storia d’amore con Peter. Ciò a dimostrazione che anche in condizioni pessime, la voglia di vivere, l’entusiasmo ed il credere in un futuro non abbandonano la mente di una giovane donna. Per Anna mantenere emozioni umane e non lasciarsi soggiogare dalla situazione è fondamentale, solo così potrà salvarsi dalla follia degli eventi.

Il manoscritto è conservato nell’Istituto nazionale degli archivi sulla Seconda Guerra Mondiale di Amsterdam e nel 2009 l‘UNESCO lo ha inserito nell’Elenco delle Memorie del mondo. Il libro è anche diventato un’opera teatrale e ne sono state prodotte varie versioni cinematografiche, la prima nel 1959 poi nel 1980 e nel 2008.