1 famiglia su 3 non dispone di una connessione a banda larga per poter usufruire della didattica a distanza. A rivelarlo è la Coldiretti che ha lanciato l’allarme.
Solo il 76% delle famiglie dispone infatti di una connessione e appena il 75% ha una connesione a banda larga. Ma la situazione peggiora nelle aree rurali e nei paesi con meno di 2000 abitanti dove sarebbe addirittura solo il 68% a disporre di una connessione.
Ettore Prandini, direttore della Coldiretti, ha osservato come ogni giorno si facciano i conti con: “insostenibili ritardi sulle infrastrutture telematiche ed è quindi strategico superare il digital divide che spezza il Paese fra zone servite dalla banda larga e altre invece no, fra città e campagne, per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire”.
Per Prandini “la disponibilità di accessi Internet ad alta capacità per consentire la didattica on line è importante per ridurre l’isolamento delle aree rurali e al tempo stesso rendere più efficaci le misure anti contagio considerato che proprio dalle zone di campagna ogni giorno i ragazzi si spostano su autobus e treni locali per raggiungere i centri più grandi dove trovano scuole e servizi spesso assenti nei piccoli comuni. Il pesante digital divide italiano va quindi colmato per poter utilizzare al meglio anche nelle campagne tutto il potenziale delle nuove tecnologie: dalla scuola on line ai corsi di aggiornamento a distanza fino all’agricoltura 4.0 per ottenere un incremento di produttività accompagnata dalla riduzione dei costi e a favore della sostenibilità ambientale ma anche cogliere le opportunità del turismo nelle aree interne e del commercio on line in questo momento di difficoltà“.
Il divario digitale è purtroppo, nel nostro Paese, uno dei grandi limiti e barriere alla parità sociale. Un divario che oggi più che mai va colmato, anche alla luce delle nuove e mutate esigenze scolastiche degli studenti.











