Oggi è stata dichiarata ufficialmente la morte di Ivan Milat, il più famoso serial killer della storia dell’Australia. L’uomo ha esalato l’ultimo respiro alla età di 74 anni.
Ivan Milat meglio conosciuto come l’autore dei “Backpacker Murders” ovvero “gli omicidi dei saccopelisti”. Il killer infatti porta, o meglio portava, sulla sua coscienza una serie di ben sette omicidi avvenuti negli anni 90. L’uomo è stato successivamente condannato e a sette ergastoli nel 1996 nonostante le sue problematiche di salute piuttosto gravi. Ivan Infatti aveva un cancro all’esofago e allo stomaco. Ivan Milat era noto anche all’estero a causa dei suoi orribili gesti, alcune vittime infatti erano straniere. I suoi omicidi hanno mutato la considerazione di molti sulla tranquillità in Australia. Inoltre dopo il processo di Ivan Milat molti turisti, giustamente spaventati, cercavano di evitare l’Australia come meta di vacanza.
Le vittime di Ivan Milat
Le sue vittime erano tutti dei giovani ragazzi in vacanza. Il killer allora lavorava come operaio sulle strade australiane, adescava le proprie vittime facendo l’autostop. I nomi delle sette vittime sono: i due Australiani Deborah Everist e James Gibson, entrambi di 19 anni; i tedeschi Simone Schmidl (21 anni), Anja Habschied (20 anni) e Gabor Neugebauer (21 anni); le britanniche Joanne Walters (22 anni) e Caroline Clarke (21 anni).
I loro corpi sono stati ritrovati, con non poche difficoltà, dalle forze dell’ordine tra il Settembre del 1992 e il Novembre del 1993 nel parco pubblico di Belanglo. Tale zona verde si trova nel Nuovo Galles del sud, non molto lontano da Sydney. Le autorità hanno trovato le vittime semi coperti con rame, foglie e terra.
Dalle autopsie è stato possibile constatare che gli omicidi sono stati particolarmente violenti e dolorosi per le vittime. Ad una di esse per esempio è stata recisa la testa, non è stato mai chiaro se la povera vittima fosse ancora in vita durante le sevizie. Un’altra vittima è stata colpita ben 10 volte con un arma da fuoco.
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