Cronaca
Elvira Bruno: condannato a 30 anni il marito Naili Moncef

Elvira Bruno: condanna a 30 anni per il marito
Condanna a 30 anni di carcere. Questa è la pena inflitta al cuoco Naili Moncef, accusato dell’omicidio della moglie Elvira Bruno, uccisa a Palermo nel 2019. Come è possibile leggere da FanPage, la pena è stata disposta dal gup del tribunale di Palermo Walter Turturici, nel processo a carico dell’uomo di origine tunisina. Moncef uccise la consorte nella camera matrimoniale della loro abitazione sita in via Notarbartolo a Palermo. Elvira Morì in quanto non accettò di avere un rapporto sessuale con il marito. Nei confronti del 53enne il giudice ha applicato lo sconto previsto nel processo celebrato con il rito abbreviato, accogliendo quanto richiesto dal pool della procura, coordinato dall’aggiunto Annamaria Picozzi.
Rifiutò di fare sesso con il marito
Elvira Bruno e Naili Moncef stavano vivendo un periodo di crisi e col tempo si stavano allontanando sempre di più. La 52enne, di professione badante, non riusciva più a vivere quella situazione ed aveva deciso di chiedere la separazione da Naili, il quale esternò la sua contrarietà per ciò. Solo una settimana prima di essere uccisa, Elvira aveva dato inizio alle formalità di avvio per la separazione. La notte dell’omicidio di Elvira Bruno, il tunisino era tornato da una notte di lavoro ed aveva esternato alla moglie la volontà di unirsi con lei. Il rifiuto da parte di quest’ultima fece esplodere la rabbia dell’uomo che strangolò senza pietà Elvira nella loro camera da letto. Fu proprio qui che le forze dell’ordine trovarono il corpo senza vita della donna. Fu lo stesso Moncef a chiamare il 113, ammettendo la responsabilità del delitto. Il 53enne disse agli agenti della squadra mobile: “Le ho stretto le mani al collo con tutta la forza che avevo”. Naili Moncef è stato condannato a 30 anni di carcere per il reato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
Naili aveva problemi economici
Durante il processo è spuntato un altro movente. Pare che Naili Moncef avesse problemi economici e fosse in ritardo con il pagamento dell’affitto. L’approccio sessuale rifiutato e le condizioni economiche disagiate avrebbero fatto scattare nel cuore di Naili un’ira irrefrenabile che ebbe come esito l’uccisione della povera Elvira Bruno. Quando gli agenti di polizia e i sanitari del 118 arrivarono presso l’abitazione, trovarono la 52enne, madre di due figlie avute da una relazione precedente, esanime e distesa per terra, sotto un telo con cui era stata coperta dal marito.









