Emergenza giovani in tempi Covid, “Ricordatevi che non siete soli”

Allarme Unicef per i suicidi giovanili in Europa. Maglia nera per l'Italia. L'appello dei "Giovani Fuori dal Coro"

Secondo uno degli ultimi rapporti di Save the Children, è pieno allarme tra i giovani. Dai dati raccolti nei rapporti si evidenzia un “intera generazione in difficoltà”, su cui evidentemente non si è investito a sufficienza. A causa della pandemia Covid-19 inoltre, gli studenti hanno perso mesi di scuola, sofferto l’isolamento, subito la perdita di persone care e soprattutto hanno perso la gestualità e l’affettività all’interno delle loro relazioni sociali.

L’indagine avviata da Save the Children si è tradotta automaticamente in una denuncia importante: secondo l’organizzazione, le ampie diseguaglianze economiche, sociali e geografiche in cui vivono i minori mettono seriamente a rischio il loro futuro. I dati parlano infatti di un 29,2 percento dei minori che vive in condizioni di “povertà relativa” e non dispone dello stretto necessario per condurre un’esistenza dignitosa.

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Italia, maglia nera europea

In Italia circa 1 milione e 140mila ragazze tra i 15 e i 29 anni rischiano, entro la fine dell’anno, di ritrovarsi nella condizione di non studiare, non lavorare e non essere inserite in alcun percorso di formazione.

Maglia nera dunque per l’Italia. Nove giovani su dieci chiedono lo psicologo nella scuola e da un rapporto Unicef emerge che in Europa 9 milioni di adolescenti (tra i 10 e i 19 anni) convivono con un disturbo legato alla salute mentale. Il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani, con una media di 3 ragazzi al giorno che si tolgono la vita.

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Solo gli incidenti stradali causano più decessi tra i giovani di quell’età. Anche se è in salita il numero di morti tra gli adolescenti post vaccino. Circa 1.200 bambini e adolescenti fra i 10 e i 19 anni si tolgono la vita ogni anno.

Sono questi alcuni dei numeri presentati dal presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, David Lazzari che parla di un allarme giovanile e lamenta una “risposta pubblica carente..”

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Si sta realizzando ciò che molti psicologi infatti temevano. I giovani infatti sono quelli che silenziosamente hanno sofferto i danni dei lock down, della pandemia, dell’obbligo sanitario e di una cattiva informazione, subendo i danni più ingenti nella loro generazione.

Giovani e pandemia

La parola “libertà” oggi è per ragazzi e adolescenti un autentico miraggio nel deserto degli pseudo-valori e delle false realtà. I giovani di oggi sono privi di un identità personale sviluppata nella coscienza profonda della libertà, intesa come la capacità interiore di realizzarsi secondo un proprio personale progetto.

Sono dentro ad una situazione umana e sociale che si traduce in un illusione devastante. Il problema è allarmante nella fascia dai 10 ai 20 anni, con una nota speciale per gli adolescenti che in questo momento sono quelli con maggiori difficoltà, in un età cardine in cui è necessario innestare un processo di coscienza critica e dominio personale nelle scelte, che permettono di dare qualità umana alla propria esistenza. In un clima di oppressione come quello attuale, risulta difficile educare ad una libertà che non si rivolga esclusivamente a sviluppare nuove tecnologie e tecniche per l’autonomia del singolo.

Una strada che conduce al vaccino

Di fatto oggi, tre giovani su quattro in Italia hanno completato il ciclo vaccinale. L’85,5% ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Giovani fedeli alla scienza e fiduciosi del Governo? No. I giovani italiani si sono vaccinati per tornare alla normalità e riprendersi la propria vita. Si sono vaccinati nella speranza che la pandemia finisca. Si sono vaccinati per tornare in palestra, per fare sport, per andare al cinema e per rivedersi con gli amici nella speranza di poter esprimere le proprie emozioni affettive in piena libertà.

Moltissimi hanno dovuto rinunciare al passaggio dall’adolescenza alla vita adulta. Quasi cinque milioni di studenti italiani sono stati sottoposti a lunghi periodi di didattica a distanza. L’Italia è stata il Paese europeo che ha chiuso più a lungo le scuole durante la pandemia e i recenti risultati dei test Invalsi del 2021, hanno evidenziato gli elevati costi in termini di perdita di apprendimento legati alla chiusura delle scuole e all’uso della didattica a distanza. Gli effetti negativi della pandemia hanno condotto sottilmente ed abilmente i giovani  a intraprendere anche senza consapevolezza, la strada di un vaccino purché l’incubo finisca.

Giovani Fuori dal Coro

Il contesto culturale attuale è oramai segnato da atteggiamenti individualistici che non aiutano i giovani a crescere nella ricerca condivisa del bene comune, nell impegno di partecipazione civile per la promozione e tutela dei diritti umani di tutti i popoli e delle generazioni future.

Ne parla Gianmaria Pezzi 21 anni di Trieste. Gianmaria si definisce un giovane “generoso e risoluto” ed è attualmente impegnato attivamente “per il cambiamento sociale”.

Gianmaria Pezzi Trieste , by Monica Ellini

In un suo intervento, durante un evento organizzato dal Movimento 3V di Ugo Rossi a Trieste la scorsa estate, Gianmaria si esprime nonostante la timidezza, in totale naturalezza con un discorso che diventa un chiaro “appello ai giovani” di tutta Italia e del mondo.

“Sempre più persone ogni giorno si svegliano dalla lobotomizzazione comune e questo è un buon segnale” dice Gianmaria ” Purtroppo, il campo di direzione delle politiche neoliberali in favore del bene comune, ha disintegrato l’istruzione, la Sanità e il senso reale di una società. Non meno importante, la rappresentazione politica che ha giocato e continua a giocare con l’emozione del popolo“.

L’obbiettivo del gruppo

Gianmaria si è diplomato a Udine nell’Istituto Bonaldo Stringher per seguire il suo sogno di aprire un attività nell’ambito alberghiero e della ristorazione. Durante questo percorso è riuscito a coltivare la sua innata “predisposizione alla gestione”, riuscendo a far collaborare personalità differenti con uno scopo sociale comune. Insieme ad altrettanto valevoli ragazzi, è nata l’idea del gruppo Giovani Fuori dal Coro che ha lo scopo di riunire “giovani menti pensanti” che abbiano come obbiettivo il bene comune.

Incontriamo Gianmaria, che con i suoi modi educati e gentili ci spiega cosa pensa del momento che stiamo vivendo oggi in Italia:” E’ una situazione molto grave e andremo sempre più a fondo purtroppo” dice Gianmaria.

La pandemia ha dato il colpo di grazia e ha distrutto tutto il tessuto sociale . L’Italia già in corsa dietro al progresso e alla globalizzazione non ha capito che invece di evolvere sta cadendo sempre di più  nella confusione e nella disinformazione. Basti pensare che siamo arrivati al punto di dover dimostrare di essere sani“.

Secondo il giovanissimo Gianmaria, il vaccino resta una libera scelta quando è collegata ad un informazione consapevole. La scuola che lui definisce il tempio della Conoscenza non si occupa più di aprire le menti al contrario le classifica come numeri fini a se stessi in un contesto che non funziona più, fatto di precari, fatiscente di programmi e di strutture“. 

Cosa vorrebbe dire oggi Gianmaria ai giovani della sua età e a quelli più piccoli?

Vorrei dire che non sono da soli. Siamo un tessuto enorme che compone il mondo. Se pensiamo solamente a coltivare il nostro orto sicuramente crescerà, ma resterà solo intorno a noi. Se invece lo coltiviamo collaborando con gli altri per renderlo ancora più grande, tutti ne potranno beneficiare sempre. Dobbiamo re-imparare a lottare uniti per cambiare questa società“.

Per Giovani Fuori dal Coro lo scritto di Elena Codifava,19 anni.