Escher in mostra a Trieste fino al 7 giugno 2020

il genio olandese raccontato in 200 opere che vanno dalle opere giovanili agli ultimi lavori.

Dal 18 dicembre al 7 giugno 2020 a Trieste, presso il Salone degli Incanti, sarà possibile ammirare l’esposizione dell’artista olandese Maurits Cornelis Escher.

Apprezzato e riscoperto soltanto negli ultimi anni, Escher ha avuto il privilegio di essere stato protagonista di numerose mostre in tutto il mondo. Maurits nacque nel 1898 in Olanda e muore nel 1972. Era il 1922 quando mise piede per la prima volta in Italia, se ne innamorò e visse lì per diverso tempo. Spesso amava dilettarsi in viaggi che gli fecero luoghi splendidi settentrionali e meridionali, molti di questi immortalati nelle sue opere.

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Il suo temperamento geniale in continua evoluzione si è tradotto nelle incisioni e litografie. In queste Escher riusciva a creare un’atmosfera dove l’arte, la matematica, la scienza, la fisica e il design si univano.

La mostra

All’interno del percorso espositivo sono presenti i lavori iconici dell’artista quali: Mano con sfera riflettente, Vincolo d’unione, Metamorfosi II, Giorno e notte, Emblemata e molti altri. Esposta, invece, per la prima volta al mondo sarà la serie de ‘I giorni della creazione‘ – un corpus artistico costituito da sei xilografie – realizzata tra il 1925 e il 1926 e narra i primi giorni dalla nascita del mondo.

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Lo stupore è il sale della terra“, amava dire così Escher riguardo l’arte e la visione dell’esistenza umana. Nelle sue opere d’arte si percepivano forme culturali diverse che spaziavano dalla fredda scienza col suo rigore analitico all’eleganza dell’art-noveau, Permeato dalle correnti avanguardiste del Novecento, quali il Surrealismo e l’Optical, Escher riesce a trovare un suo spazio e un linguaggio chiaro e ben definito. Il genio, nonostante i diversi anni di distanza dalla creazione delle sue opere, continua a rimanere moderno e mai scontato o banale.

Le opere raccolte per la mostra sono circa 200 suddivise in 8 macro-gruppi: opere giovanili, paesaggi italiani, tassellazione, struttura dello spazio, metamorfosi, paradossi geometrici, lavori su commissioni ed eschermania.

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell’Occidente e dell’Oriente – Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parla correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico. Da sempre sostenitrice dell’arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano ‘La Sicilia’. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto. Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo, si occupa di Digital Marketing, Traduzioni e sottotitolaggio e collabora per la Condotta Slow Food di Palermo.