Eur e cultura: archivio e musei per la Nuvola di Fuksas

Quando si tratta di valore della cultura, il Bel Paese non tarda a farsi riconoscere, ovviamente in negativo. Più che del valore, qui si tratta di prezzo o di un mero baratto peggio delle figurine tra i banchi di scuola. Insomma, c’avevamo il l’Archivio di Stato, il Pigorini, il museo delle Arti e Tradizioni Popolari e quello dell’Alto Medioevo ma li diamo volentieri per concludere gli (in)utili e infiniti della Nuvola progettata da Massimiliano Fuksas.

Arriva l’annuncio della vendita quindi, potenzialmente anche a privati, da lì lo stop del ministro Franceschini e l’interessamento della mano pubblica: 297,5 milioni che l’Inail verserà a Eur Spa, rilevando così i quattro edifici. Con questi soldi dunque si sistemano le casse dell’azienda ma non tanto le coscienze e la memoria del Paese. L’operazione sembra esser appurata ma la firma tarderà ancora un po’, probabilmente per l’estate 2016.

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Ma il malcontento non è solo morale: il pensiero corre verso tutti coloro che lavorano all’interno delle strutture cedute e le misure ora sembrano due. Intanto un accordo con l’Inail per continuare a gestire i servizi comuni, come illuminazione, decoro, verde. Poi l’apertura di un tavolo coi sindacati per operare tagli al costo del lavoro in Eur Spa, partendo dai contratti integrativi e dai privilegi erogati negli ultimi anni. In questa maniera si pensa di riuscire a mantenere i livelli occupazionali.

E per indorare la pillola c’è chi parla di nuova competizione nella corsa alle Olimpiadi: assicurare la fine del Centro Congressi significa poter ospitare gli uffici delle varie delegazioni, ma questo ovviamente sarà tutto da vedere e, in una scala di valori obiettiva, non è minimamente paragonabile.

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