Filippo Mosca: la sentenza d’appello il 19 aprile

Il giovane italiano detenuto da circa 10 mesi in Romania con l'accusa di traffico di stupefacenti dovrà attendere fino al 19 aprile per conoscere la sentenza del suo appello, udienza tenutasi lo scorso 7 marzo.

L’udienza d’appello si è svolta lo scorso 7 marzo, però non è stato rispettato il primo termine comunicato a Filippo Mosca, al suo avvocato e ai suoi genitori. Infatti, dovranno attendere fino al 19 aprile per conoscere la sentenza.

Sia il legale di Mosca sia i genitori affermano che si tratta di un lasso di tempo di attesa inusuale per emanare una sentenza di questo tipo. La loro speranza è che questo procrastinare sia dovuto al fatto che i giudici vogliano riservarsi il tempo necessario per analizzare accuratamente le carte, i documenti, le testimonianze e le traduzioni (corrette!) dall’italiano al rumeno delle intercettazioni telefoniche e dei messaggi intercorsi tra Mosca e la ragazza a cui era in realtà destinato il pacco che lo ha incriminato.

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Quel pacco indirizzato a Mosca presso l’hotel in cui soggiornava, ricordiamolo, non conteneva cosmetici, come dichiarato dalla ragazza a Mosca e agli altri che lo accompagnavano in quel viaggio in Romania, bensì droga.

Al momento sulla testa di Mosca pende una condanna in primo grado di 8 anni di carcere, oltretutto, da scontare nel penitenziario di Porta Alba dove le condizioni igienico sanitarie sono allucinanti: estrema sporcizia dovunque e i topi, grandi come gatti, come dichiarato dallo stesso Mosca, che sbucano dallo scarico del water.

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Il nostro connazionale dovrà resistere ancora un mese e mezzo in queste condizioni sperando nell’esito che conoscerà solo il prossimo 19 aprile. Il suo legale aveva già chiesto la misura della detenzione ai domiciliari ma era stata energicamente rifiutata.

Elisabetta Beretta
Elisabetta Beretta
Ho un diploma di Perito Aziendale e Corrispondente in lingue estere e un background da studio commercialista, dove ho lavorato per 27 anni in Italia occupandomi di dichiarazioni dei redditi, bilanci ed ero la responsabile finanziaria dello studio. Ma ho sempre amato scrivere. Nel 2021 ho cominciato a predisporre contenuti di vario genere come ghostwriter. Nel 2022 ho deciso di avere bisogno di un cambiamento radicale: mi sono licenziata e sono partita per l’Andalusia dove sono attualmente residente.