Focus Cyberbullismo, quando la violenza si sposta sui Social

cyber-bullyÈ ormai un dato assodato: il bullismo oltre che sulla strada, a scuola agisce anche in internet. Il notissimo social network Facebook ne è un esempio. Questa piattaforma, infatti, riulta essere il luogo ideale dove sfogare la propria prepotenza attraverso la creazione di gruppi volti a denigrare la vittima così come la pubblicazione di dati privati e di post corredati da foto e insulti.

Il fenomeno del bullismo, dunque, in questi anni, ha raggiunto una dimensione pubblica, rendendo tale pratica ancor più ignobile. L’obiettivo di coloro che si macchiano di atti di bullismo, infatti, è quello di fare star male la loro vittima anche per puro divertimento, schernendolo davanti a tutti.

Motivo per il quale sempre più genitori, prendono la decisione di far disattivare i profili Social ai propri figli e precludendo quindi la frequentazione delle principali piazze del Web 2.0.

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Per fortuna sul Web, sono nati portali che mettono a disposizione in modo totalmente gratuito guide dedicate per cancellarsi da servizi web e Social Network, è il caso ad esempio di Disdette 360 che ha un’apposita sezione dedicata.

Le vittime di questo fenomeno sono ragazzi e ragazze per lo più timidi, soli e poco popolari tra i coetanei o, comunque, coloro che per un motivo o per un altro sono considerati diversi o più deboli.

Spesso, infatti, colui o colei che veste in modo strano, parla una lingua diversa, professa una diversa religione, ha un colore diverso della pelle è l’obiettivo ideale di bulli e prepotenti.

Il bullismo può manifestarsi in forme differenti quali ad esempio la violenza e la pretesa ma anche, in maniera può subdola, con le parole. Un esempio, possono essere il mettere in circolazione pettegolezzi o calunnie sulla vittima o anche postare sui social network foto o altri contenuti imbarazzanti.

Tutto questo, dunque, da vita al cosiddetto cyber-bullismo, risultato di una generazione sempre più presa dai social network dei quali ceca di servirsi per colpire i più deboli ed emarginati.

Il consiglio per chiunque sia vittima di queste pratiche è innanzitutto quello di parlare con i propri genitori, mentre rivolgersi al telefono azzurro costituisce anche chiedere aiuto a persone esperte in grado di consigliarvi al meglio oppure quello di riferire tutti ai genitori.