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Fondi agli aeroporti, così le compagnie tornano a investire

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Il settore aeroportuale italiano, nonostante la crisi che da anni imperversa in Alitalia, si conferma sempre più florido, specialmente per quegli investitori che, dai privati alle compagnie, scelgono di investire direttamente in mezzi e rotte.

A testimonianza dell’ottimo stato di salute del settore, vale la pena evidenziare l’eccezionale misura economica garantita dagli incentivi statali. Per quanto riguarda l’anno in corso, le compagnie aeree hanno ottenuto una serie di incentivi per un valore complessivo pari a circa 226 milioni di euro. Numeri straordinari, quelli garantiti dalla misura qui riportata, che garantiscono al settore stesso una crescita costante e inarrestabile.

In primis, è bene sottolineare come il denaro provenga direttamente dagli aeroporti (italiani, ovviamente) e dagli enti locali. I numeri sono ricavabili dai dossier stilati appositamente dagli scali nostrani, dossier che, in ogni caso, non forniscono un dato completo ed esaustivo del reale ammontare degli incentivi.

Non tutti gli scali sono tenuti a comunicare il valore degli incentivi ottenuti tramite gli accordi contratti con i vari partner commerciali, così come non tutte le partnership con gli enti locali vengono prese in considerazione all’interno dei dossier. Alla luce di tutto ciò, è evidente come il settore aeroportuale italiano risulti effettivamente attraente per gli investimenti esteri, il che non può che giovare all’intera economia del Paese.

La destinazione degli incentivi

I numeri annunciati sono straordinari e lo diventano ancor più se si considera che, rispetto al 2017, quando il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti era Delrio, il valore si aggirava intorno ai 40 milioni di euro, che corrispondono praticamente a un quinto della cifra attuale, quei 226 milioni che, in forma di agevolazioni, servono a incrementare la qualità dei servizi offerti dalle compagnie aeree.

Ancor più interessante, però, è cercare di capire a chi verranno destinati i fondi in questione. Gran parte delle agevolazioni finisce direttamente nelle casse delle compagnie low cost, ma non va trascurato il fatto che anche le compagnie di media grandezza usufruiscono di una quota economica.

Il motivo per cui il denaro è destinato in larga parte alle compagnie low cost è molto semplice. Stando a una direttiva dell’Unione Europea datata 2009, gli incentivi sono fondamentali per creare nuove rotte (specialmente all’interno dell’UE) e per facilitare la crescita commerciale di regioni periferiche. Tuttavia, va precisato che anche gli scali medi usufruiscono liberamente degli incentivi, pur non rientrando nella categoria degli scali di minore rilevanza.

Aeroporto di Verona: informazioni sullo scalo e investimenti

Uno degli aeroporti italiani che ha goduto degli incentivi è stato quello di Verona. Composto da due terminal, l’aeroporto veronese è collocato in una posizione di grande rilevanza dal punto di vista geografico: la struttura è localizzata tra la Lombardia e il Veneto, rappresentando uno snodo fondamentale sia per i cittadini lombardi che per quelli veneti.

I due terminal sono collegati da un breve tratto pedonale. Dal punto di vista dei servizi offerti, lo scalo di Verona offre Wi-Fi gratuito e illimitato, aree lounge, mappe tattili per non vedenti, negozi, bar, ristoranti e punti bancomat per il prelievo di denaro. Per quanto riguarda il parcheggio Verona aeroporto, l’aeroporto dispone di parcheggi low cost e parcheggi ufficiali (localizzati all’interno dello scalo), oltre ai tipici parcheggi a sosta breve per coloro che attendono o accompagnano un viaggiatore.

Per dare un’idea dei vantaggi garantiti dagli incentivi, la compagnia romena low cost Blue Air ha programmato nuovi voli da e verso Iasi (est della Romania) con scalo a Verona. I voli della compagnia, stabiliti anche grazie alla crescita degli investimenti, partiranno dal 16 giugno 2020.

Le conseguenze dello stanziamento degli incentivi

Lo stanziamento degli incentivi produce ogni anno delle conseguenze rilevanti dal punto di vista commerciale. Gli aeroporti che dispongono di una quantità maggiore di denaro, infatti, sono in grado di attrarre investitori con maggiore facilità. Oltre a tutto ciò, un aeroporto più ricco è un aeroporto in grado di far volare un numero più elevato di compagnie aeree, il che si traduce, in maniera automatica, in un aumento di introiti, quantità di passeggero in transito e via dicendo.

Si tratta di un concetto classico dell’economia: investire denaro, purché venga fatto in maniera oculata, comporta guadagni maggiori, e gli aeroporti non sono affatto esenti da una simile prassi. Tuttavia, è sbagliato pensare che solamente le infrastrutture in questione godano dei vantaggi derivanti dagli investimenti.

Si pensi all’aumento di turisti che, in virtù del numero maggiore di voli provenienti da e verso l’Italia, hanno la possibilità di entrare in Italia e pernottare all’interno di un albergo, visitare zone di particolare interesse storico e paesaggistico e procedere con tutte quelle attività che contraddistinguono il turismo. Si tratta di un indotto considerevole che, in questo caso, parte da molto lontano (da quegli stessi incentivi di cui si è parlato in precedenza).

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