Fugge dopo condanna per terrorismo, viene preso in Germania

Fuggito dall'Italia, Hakim Nasiri è stato recuperato ed arrestato in Germania

Poche ore fa è stato rintracciato in Germania Hakim Nasiri, ragazzo condannato per terrorismo.

La Corte d’assise d’appello di Bari aveva condannato il ventiseienne afghano lo scorso 3 luglio a scontare una pena pari a 5 anni di reclusione. L’accusa era associazione finalizzata al terrorismo internazionale di matrice islamica.

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Dopo l’assoluzione in primo grado del 25 giugno 2018, Nasiri non si era mai mosso da Bari, fino a qualche giorno successivo alla condanna di secondo grado. Il 12 luglio, infatti, ha preso un volo diretto a Parigi. In Francia, però, era stato respinto in quanto segnalato come “persona pericolosa inserita negli elenchi di Schengen” già dal 2016.

Ha fatto poi ritorno in Italia, atterrando a Bologna e giungendo a Bari a bordo di un autobus. Al fine di evitare ulteriori spostamenti dell’afghano, era stato chiesto l’arresto in data 31 luglio ma Nasiri si era reso irreperibile evitando l’arresto.

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Oggi è stato preso in Germania, dove aveva richiesto asilo politico, sulla base di un mandato di arresto emanato a livello europeo.

Accusato già nel 2016

Non era la prima volta, però, che Hakim Nasiri veniva arrestato con accuse di terrorismo. Nel maggio 2016, infatti, era già stato fermato e rimesso in libertà dopo 3 giorni. Tornò poi in carcere l’anno seguente, per poi essere rimesso in libertà dopo l‘assoluzione in primo grado.

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La sentenza di secondo grado emessa il 3 luglio aveva però confermato l’accusa, in quanto, come affermato dalla pubblica accusa, Hakim Nasiri è un esponente di una cellula terroristica islamica intenta a progettare attentati nel territorio italiano e all’estero, supportata da aiuti logistici ed economici da affiliati dell’ISIS. 

A sostegno della tesi formulata dall’accusa, ci sono numerose prove agli atti: intercettazioni telefoniche, materiale video, sopralluoghi di posti presi di mira dalla cellula, foto di armi, nonché documentazioni inneggianti alla jihad, ovvero la guerra santa contro gli infedeli praticata dagli islamici.

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