Gaza, morto reporter italiano in un’esplosione

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Sono 7 le vittime dell’esplosione di una bomba a Gaza. Tra i morti il reporter italiano Simone Camilli, 35 anni

Il giornalista italiano Simone Camilli, di 35 anni, è rimasto ucciso in seguito all’esplosione di una bomba a Beit Lahiya, nel Nord della striscia di Gaza.

Camilli si trovava a Gaza come videoreporter per realizzare un servizio per Associated Press, con cui collaborava dal 2005, e con il suo traduttore palestinese, Ali Shehda abu Afash, stava documentando il lavoro di un gruppo di ingegneri della polizia locale.

Il giovane reporter romano era diventato giornalista professionista nel 2008, e lavorava per diverse agenzie di stampa internazionali. In passato aveva già realizzato dei documentari per produzioni indipendenti palestinesi, raccontando gli orrori della guerra.

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L’identità di Camilli è stata confermata dalla Farnesina che ha avvertito la famiglia. Il reporter italiano, grande appasionato di cultura araba e Medio Oriente, era da poco diventato papà di una bambina.

Non sono ancora del tutto chiare le dinamiche dell’esplosione; in un primo momento, si era diffusa la notizia che la bomba fosse un ordigno inesploso di un F-16 israeliano. Ma, stando ad altre testimonianze locali, si tratterebbe di un barile di esp0losivo TNT utilizzato dalle truppe di Hamas come trappola per i carri armati israeliani. Secondo questa versione, la polizia di Gaza avrebbe cercato di recuperare l’ordigno, ma qualcosa sarebbe andato storto, provocando la violenta esplosione.

Ad avvertire le autorità della presenza dell’ordigno sono stati i residenti della zona in cui si è recato il team di ingegneri seguito da Camilli, specializzato in questo tipo di operazioni, come ha dichiarato il portavoce del ministero dell’Interno Iyad al Bozom.

Oltre a Camilli e il suo traduttore, hanno perso la vita altre cinque persone, gli artificieri palestinesi che hanno cercato di disinnescare la bomba. Il reporter italiano è la prima vittima straniera rimasta uccisa nel conflitto, scoppiato l’8 luglio, che finora ha causato più di 1900 vittime tra i cittadini palestinesi e 67 tra quelli israeliani.

Il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, ha espresso il suo cordoglio per la morte del giovane reporter romano, dichiarando che: “La morte di Simone Camilli è una tragedia, per la famiglia e per il nostro Paese. Ancora una volta è un giornalista a pagare il prezzo di una guerra che dura da troppi anni e per la seconda volta in pochi mesi piangiamo la morte di ragazzi impegnati con coraggio nel lavoro di reporter“. A maggio aveva, infatti, perso la vita un altro reporter italiano, Andrea Rocchelli, impegnato a documentare gli scontri in Ucraina.

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