Giornata mondiale degli oceani, la fonte di vita

L'inquinamento e il clima

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Oggi è la Giornata mondiale degli oceani, pensata per farci riflettere su quanto i mari e gli oceani siano importanti, su quanto ci aiutino e ci possano far vivere meglio con la loro preziosissima influenza sul clima. La Giornata mondiale degli oceani deve essere uno sprone a rispettare la vita nei mari, a rispettare l’ecosistema marino, la nostra salvezza dai mali del pianeta.

Tutti sappiamo quanto sono importanti gli oceani; ci danno sostentamento, ci garantiscono un clima sano e piacevole adatto per la vita sul nostro pianeta, ci fanno divertire quando andiamo in vacanza e nuotiamo dolcemente, prendono l’anidride carbonica e la trasformano in ossigeno.

Ma tante volte ce ne dimentichiamo e lasciamo gli oceani in preda ad inquinamento, incuria e degrado rovinando l’ambiente marino con il suo ecosistema delicato e mettendo a rischio la vita di tutte quelle creature che vivono gli oceani come la loro casa e li rispettano. Tante, troppe volte assistiamo impotenti di fronte alla cupidigia e all’ignoranza di chi scarica illegalmente rifiuti negli oceani pensando che l’ecosistema marino possa solamente accusare il colpo senza mai ribellarsi ma non è così.

Quando gli oceani si ribellano

Gli oceani possono ribellarsi, possono far sentire forte e chiara la loro voce. E lo fanno quando le acque si scatenano e sommergono le città costiere più delicate, lo fanno quando la potenza dell’acqua demolisce le nostre costruzioni più vicine alle coste, lo fanno quando ci ricordano che non siamo noi esseri umani i padroni del pianeta.

Gli oceani possono stancarsi di ricevere i nostri rifiuti, anche pericolosi, che noi gettiamo senza curarci dei danni che facciamo e allora da alleati possono diventare dei nemici e restituirci con gli interessi i danni che abbiamo provocato. Perché la pazienza in tutti i casi ha un limite…

Il nostro vaccino per guarire il pianeta

Se per guarire dal coronavirus si sta cercando giorno e notte un vaccino, e speriamo tutti che sia trovato al più presto possibile, per guarire i grandi mali ambientali del nostro pianeta l’oceano è come un vero toccasana, un vaccino che dobbiamo usare al meglio.

I grandi mali ambientali del nostro pianeta si chiamano deforestazione, inquinamento, sversamento illegale di rifiuti, uso e abuso dei nostri mari e dei nostri oceani che mette in crisi le creature marine tutto il delicato ecosistema oceanico che le circonda.

Gli oceani sono sempre più caldi, tanto che la temperatura dei mari del mondo ha toccato un valore record nel 2019 con un innalzamento di 0,075 gradi sopra la media del trentennio 1981-2010. Un valore che può sembrare irrilevante ma che non lo è affatto: gli oceani hanno accumulato 228 triliardi di joules, pari a 3,6 miliardi di bombe atomiche della stessa potenza di quella caduta su Hiroshima.

Emergenza plastica

Come riportato dal sito Greenme.it una famigli media ha un consumo medio giornaliero 2 litri di acqua  ha utilizzato ben 474,5 bottiglie da 1,5 l, pari a 18 kg di plastica. Ciò ha comportato l’impiego di 34,2 kg di petrolio utilizzato per la realizzazione del PET e 60,5 kg di CO2 frutto della produzione e del trasporto di questo quantitativo di bottiglie. Per non parlare di mascherine e guanti che hanno contribuito e stanno contribuendo al marine littering, mettendo a rischio la vita della fauna marina.

La plastica che soffoca le creature marine e per loro diventa una condanna alla pena capitale, senza processo e senza appello, una condanna che è anche nostra perché gli oceani ci danno vita e sostentamento.