Gli “scheletri nell’armadio” Vaticano

Dopo le ossa ritrovate nel 2012 nei sotterranei della Basilica di Sant'Apollinare e i resti ritrovati presso la Sede della Nunziatura Apostolica, continua il giallo sul caso di Emanuela Orlandi.

I segreti delle catacombe romane.

Vaticano: Gli scheletri nell’armadio

Nunziatura Apostolica di via Po, Roma.

Gli scheletri nell’armadio del Vaticano, danno un bel da fare alla Santa Sede.

Due  laboratori impegnati nell’indagine dopo il ritrovamento delle ossa presso la Nunziatura Apostolica a fine ottobre: il gruppo di genetica forense e quello di merceologia stanno lavorando in queste ore coordinati dal medico legale dell’Università di Tor Vergata, il dottor Gianni Arcudi , al fine di accertare il sesso e l’età degli scheletri ritrovati e le caratteristiche fisico-chimiche del terreno dove sono state rinvenute le strutture ossee.

Gli esiti degli accertamenti in corso si faranno attendere ancora qualche settimana: i resti  verranno sottoposti all’esame del “carbonio 14” mentre si attende la conferma degli esami effettuati sul Dna.

Riemerge il caso di Emanuela Orlandi

Emanuela Orlandi all’epoca della sua scomparsa.

La Procura di Roma che ha in mano le indagini, ha aperto un fascicolo per omicidio mentre la famiglia Orlandi, dopo i sospetti che le ossa appartengano alla quindicenne Emanuela scomparsa nel 1983, ha nominato un consulente di parte per l’identificazione dei resti. Il genetista è Giorgio Portera, che prenderà parte alle operazioni di comparazione tra il Dna dei parenti di Emanuela , e quello estratto dai resti attualmente in analisi.

Gli scheletri ritrovati nei sotterranei Vaticani

Uno dei sotterranei della necropoli di San Pietro in Vaticano.

Per comprendere meglio questa inchiesta, bisogna fare un passo indietro nel caso Orlandi, in particolar modo tornare ai fatti accaduti nel 2012.

Fu in quell’anno infatti che fu mandata una squadra della Polizia Scientifica, negli infiniti sotterranei della Basilica di Sant’Apollinare, dove si scoprirono ossa e frammenti contenuti in casse di zinco nascoste dietro a pareti murate, in fondo a cunicoli e pozzi neri.

Ecco il video:

Vennero ritrovate 89 cassette e un sacco nero con dei resti umani in un locale e altre 240 nel pozzo sotto il pavimento della cripta. Ben 409 cassette in tutto da analizzare per la squadra organizzata dalla dottoressa Cristina Cattaneo , scoperte in locali inesistenti nelle mappe catastali.

Sgabuzzini ricavati addirittura vicino ad alcune aule, in particolar modo una stanza a pochi metri dal quarto piano del palazzo vicino: la vecchia sede dell’Istituto di Musica, dove Emanuela andava a lezione prima della sua scomparsa.

Questo lungo lavoro è rimasto però incompleto e sull’identità dei resti ritrovati, non si conosce la verità: ora, dopo i resti ritrovati in Nunziatura, sappiamo che di “scheletri” il Vaticano è pieno.

di Monica Ellini

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