Grave situazione per i minori presenti sulla Open Arms

La situazione appare critica, ma il tribunale di Palermo impedisce lo sbarco

Il tribunale per i minori di Palermo ha respinto il ricorso presentato dai legali della Open Arms per ottenere lo sbarco dei 32 minori presenti sulla nave e la nomina di un tutore per costoro.

È abbastanza palese la prassi giudiziaria dei tribunali per i minorenni di assegnare i bambini nelle diverse case famiglia gestite da Cooperative. È necessario sviluppare un diverso approccio, più protettivo nei confronti dei soggetti deboli.

I minori che attualmente sono a bordo della Open Arms hanno dei diritti, come quello di essere accolti in strutture accoglienti e idonee. Inoltre hanno il diritto di avere un tutore al loro fianco affinché costui possa agire nell’interesse del minore e quello di ottenere il permesso di soggiorno. Tali diritti sono garantiti solo sulla carta, la realtà lo sta dimostrando.

La sentenza del tribunale

Tale sentenza ha fatto discutere non poco. C’è chi ritiene che il potere giudiziario voglia interferire nella scena politica, indottrinando i ministri, sulla loro politica sulla migrazione.

Purtroppo discutere su quanto sia grave la presa di posizione dei giudici non aiuta e non migliora la posizione dei 32 minori presenti sulla nave, è auspicabile un intervento di Salvini affinché possa porre fine a questa situazione molto problematica.

È necessario un ripristino della legalità e non calpestare i diritti di bambini che sono in una situazione disagiata, questo si pone in contrasto con il nostro ordinamento che pone al centro di ogni principio e valore “la dignità della persona umana”.

Situazione medica sempre più critica

La situazione è molto grave, non solo sul piano dei diritti ma anche sul piano sanitario, il medico di bordo ha dichiarato che le condizioni di alcuni passeggeri sono abbastanza gravi. A bordo sono presenti minori con ustioni, difficoltà di deambulazione e problemi psichici a causa delle violenze e torture subite nei campi libici.

Non ci resta che chiederci se tale comportamento, da parte di chi ci governa, sia in linea con i principi e i valori su cui si fonda e si erge il nostro ordinamento.

 

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