Hollywood Party: una festa lunga 50 anni

    La storia di un classico della commedia diretto dal maestro Blake Edwards

    PhotoCredit: Allan Warren

    Hollywood Party: una festa lunga 50 anni

    Il 4 aprile del 1968, cinquant’anni fa, sugli schermi americani usciva “Hollywood Party” (“The Party”), senz’altro una delle commedie meglio riuscite del maestro Blake Edwards (su tutti “Colazione da Tiffany”, “La pantera rosa”).

    Da molti il film è considerato un capolavoro assoluto e si può dire che abbia ben meritato lo status di film di culto per più di una generazione.

    Un Peter Sellers in stato di grazia

    La pellicola ha per protagonista un Peter Sellers (1925-1980) in stato di grazia. Non ha una trama definita, ma si limita ad offrire al grande attore inglese un’occasione dopo l’altra per dimostrare il suo talento, cimentandosi in una comicità surreale e stralunata. Non a caso, molti hanno visto la maggiore ispirazione del film nell’opera di Jacques Tati, soprattutto “Mon Oncle”(1958).

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    Il personaggio di Sellers è una tenera comparsa indiana (dell’India), Hrundi V. Bakshi, che a causa della sua goffaggine, dovuta anche alla difficoltà di interpretare la mentalità occidentale, a un certo punto si ritrova senza lavoro, ma anche, per un imprevedibile disguido, invitato a un’elegante festa hollywoodiana che si tiene proprio in casa del produttore del film da cui è stato cacciato.

    Nel corso della festa si succedono le situazioni più strane, divertenti e paradossali. Molte di queste gag, assolutamente esilaranti, si dovettero al genio da improvvisatore di Sellers, visto che la sceneggiatura era lunga solo 63 pagine e che più che altro suggeriva, invece di descrivere.
    La colonna sonora è del grande Henry Mancini (1924-1994).

    Un capolavoro

    Secondo Morando Morandini “Hollywood Party” “è il capolavoro di Edwards, uno dei grandi film comici sonori, e una delle migliori interpretazioni di Sellers. Continua e rinnova la grande tradizione del burlesque americano, integrandola con una vena di autentica tenerezza (evidente nell’ambivalenza del personaggio principale) e una dimensione di puntigliosa critica sociale di costume. La catena delle irresistibili invenzioni comiche sfocia in un finale delirante e catastrofico che sconfina nell’onirico.” (da “Il Morandini 2008”).

    Eccezionale

    Sostanzialmente d’accordo è anche Paolo Mereghetti: “Un film eccezionale, con una “lentezza” calcolata per alcune gag che può sembrare datata a qualche spettatore troppo giovane e troppo debitore verso il ritmo sincopato della MTV” (dal “il Dizionario dei Film” di Paolo Mereghetti).

    Che il film abbia lasciato un segno incancellabile lo si può ricavare anche dal fatto che una trasmissione della radio italiana, non a caso dedicata al cinema, si intitola proprio “Hollywood Party” (Rai Radio3). Un omaggio al grande Blake Edwards e a Peter Sellers che si ripete ad ogni puntata.

    Riassunto

    50 anni usciva “Hollywood Party”. Commedia surreale dalla comicità stralunata e tenera con un grande Peter Sellers. Un capolavoro di Blake Edwads, un mito che resiste.

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