I saldi stanno andando male: dall’abbigliamento all’intimo settore in crisi

"E' stato un annus horribilis, non c'è settore che non risenta della crisi", dicono gli imprenditori

I saldi sono partiti due settimane fa, ma è una partenza al rallentatore.

Ad Arezzo le svendite procedono a piccoli passi, complice l’aumento esponenziale dei contagi, che tiene la gente a casa, ben lontana dai luoghi di assembramento. Tra quarantene e socialità ridotta all’osso, le strade sono semivuote e di conseguenza anche i negozi. “I saldi stanno andando male rispetto all’anno scorso – dice Luciano Imbriani, imprenditore di Arezzo – difficile fare paragoni col periodo pre pandemia ma siamo lontanissimi da quando le cose andavano bene. Il Covid ha modificato le nostre abitudini. Stiamo molto tempo in casa e la felpa va più del pantalone. Il Capodanno senza feste ha inciso sulle mancate vendite di dicembre e anche adesso nessuno esce come prima. Così per le svendite non c’è stata ressa, non abbiamo visto in centro le file degli anni d’oro. E poi i saldi ormai ci sono tutto l’anno, ecco perché darei libertà ai negozi di fare ciò che vogliono. Le nostre percentuali di sconto sono del 30%, non posso permettermi di più, il 50 lo facciamo solo negli articoli di anno scorso“.

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E aggiunge: “I ristori? Ci hanno dato qualcosa per le chiusure del 2020 e del 2021 e farò domanda anche per i prossimi, ma sono una goccia nel mare rispetto al mancato guadagno, basta vedere i fatturati. Nonostante il momento ho deciso di ingrandirmi e da ottobre ho raddoppiato gli spazi prendendo anche il fondo accanto in via S.Giovanni Decollato”.

I settori in sofferenza? Tutti. In particolare abbigliamento ed intimo: “I saldi stanno andando a rilento – dice anche Iacopo Cacchiani di Benetton Intimo. In termini di affluenza, tra quarantena e paura la gente non esce di casa: le vendite vanno peggio di anno scorso, nonostante la maggior parte dei prodotti siano scontati del 30% e qualche articolo del 50. Siamo lontani dai livelli pre Covid quando coi saldi si facevano bei incassi, aspettiamo la fine del picco e che la gente torni a uscire. Le svendite erano partite meglio i primi giorni di gennaio con la coda di mercatini e turisti poi nulla”.

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Stessa situazione nel Reggino.

Purtroppo eravamo stati buoni profeti annunciando già a fine dicembre che i risultati sfavorevoli delle vendite natalizie, facevano presagire che anche i saldi avrebbero registrato un trend negativo.” Afferma il presidente Confesercenti Reggio Calabria, Claudio Aloisio, che aggiunge: “E’ stato un annus horribilis” per il tessuto economico provinciale tanto da spingerci, al tempo, a richiedere all’amministrazione comunale un tavolo d’emergenza per il commercio e i servizi. E malauguratamente, stante il costante peggioramento della situazione sanitaria, all’orizzonte non si vede alcun margine di miglioramento che possa far sperare in una pur minima ripresa, quantomeno nell’immediato”.

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Non c’è settore commerciale che – precisa il Presidente di Confesercenti – non stia risentendo di questa contrazione dei consumi

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.