Il figlio di due vegani è denutrito, shock a Nuoro

Quando la dieta vegana diventa ossessione

Il figlio di due vegani è denutrito

Un bambino di nemmeno due anni, figlio di una coppia vegana, è ricoverato all’ospedale San Francesco di Nuoro per un avanzato stato di denutrizione. Le sue condizioni sono gravi ma per fortuna non è in pericolo di vita.

Il piccolo è stato trovato in una condizione pietosa con gravi carenze alimentari, debole, magrissimo, svogliato. Immediate le analisi ematologiche per capire se ci fosse qualche malattia o batterio. Niente del tutto ciò, tutti gli esami lo hanno escluso. La diagnosi è solo una: denutrizione. Ora il piccolo è ricoverato nel reparto di Pediatria dell’ospedale e dopo essere stato sottoposto alle prime iniezioni di vitamine  sta meglio.

Il parere dei medici

“Ci occupiamo delle problematiche alimentari che riguardano i bambini con grande attenzione, ha detto all’ANSA la direttrice dell’Assl nuorese Grazia Catina. Le strutture dell’Assl assicurano la presa in cura con approccio specialistico che si avvale di collaborazioni multidisciplinari e multiprofessionali, per tutelare e promuovere la salute dei bambini e delle loro famiglie”.

In ogni caso i medici ci tengono a puntualizzare che un bambino, specialmente così piccolo, ha bisogno di tutte le sostanze nutritive che su trovano in carne, pesce, uova… perché solo così si aiuta il fisico a svilupparsi e crescere nel modo corretto.

Quando la dieta vegana diventa una fissazione

Ma questo non è il primo caso, di figli di genitori vegani che sono seriamente denutriti e rischiano la vita ce ne sono stati già tanti. E tutto perché quando la dieta vegan diventa un’ossessione sono gli stessi genitori a credere che anche i loro figli debbano rinunciare a carne, pesce, uova,…. e questo mette a rischio la loro salute e il loro sviluppo psicofisico.

Al momento per fortuna il bambino è curato giorno e notte e al suo fianco ci sono i genitori. Le sue condizioni, dopo le cure dei medici della Pediatria sono leggermente migliorate ma c’è ancora tanta strada a fare. I professionisti appena le condizioni del bambino lo consentiranno, contano di impostare un piano alimentare congruo allo sviluppo del minore, che coinvolgerà i genitori.