Il Pianista e la Bambina, Vita sopra le Righe: il romanzo di Roby Contarino

La meravigliosa storia di un'amicizia tra un pianista deluso ed una bambina

Il Pianista e la Bambina, Vita sopra le Righe: il romanzo di Roby Contarino

Il Pianista e la Bambina, Vita sopra le Righe: il romanzo di Roby Contarino

Scritto con l’inchiostro dell’anima, scritto con ciò che nel cuore sentivo, così è nata la storia di Ludovico e Norah. A spingermi la necessità di raccontare quanto in basso può cadere l’uomo quando confida nel potere e nella ricchezza. Il denaro, idolo subdolo, imprigiona e rende schiavi, dona all’uomo l’illusoria felicità. Costruisce intorno una corazza fatta di egocentrismo, onnipotenza, superiorità.

“Maledetto l’uomo che confida nell’uomo che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore si allontana il suo cuore. Egli sarà come un tamerisco nella steppa, quando viene il bene non lo vede; dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere” questo versetto di un Salmo ascoltai da un sacerdote. Un passo che mi ha fatto riflettere. Ludovico è un uomo che confida in sé stesso, nelle proprie ricchezze, negli idoli. Crede che quella sia la strada per superare le malvagità che ha dovuto subire da bambino. Crede che quella sia la strada per essere felice. In realtà è debolezza, fragilità. Ma quando arriva a sperimentare la solitudine, l’essere invisibile agli occhi della gente. Ad un tratto nessuno si accorge di lui. Nessuno ode il suo pianto.

Il Pianista e la Bambina, Vita sopra le Righe: il romanzo di Roby Contarino

L’emarginazione, la solitudine, il sentirsi perso, sono solo alcune delle condizioni che spesso, purtroppo, vivono molti uomini e donne al giorno d’oggi. Il mondo è distratto, non si ferma, corre. Nessuno s’accorge del corpo piagato del pianista, nessuno ode la sinfonia d’invocazione. L’uomo cresce, si lascia avvolgere e travolgere dai problemi della vita, prendono il sopravvento la stanchezza, la rassegnazione, lo sconforto e gettano nel limbo del dimenticatoio quel bambino che è stato. Le ansie e le preoccupazioni soffocano l’uomo. Una corda che noi stessi avvolgiamo intorno al collo.

Ludovico sperimenta tutto questo. E’ un percorso necessario che lo porta comunque a fare pace poi con quei mostri che albergavano al suo interno e a scacciarli via. Ad udire il suo pianto silente è solamente una bambina, Norah, segnata dalla vita anche lei. Segnata da un buio perenne che, però, non la ferma. Con la sua semplicità e facendo forza sugli altri sensi Norah riesce a penetrare nel cuore dell’affranto pianista e lo cura. Lo irradia con i raggi dell’amore e lo scioglie. E così Ludovico prova per la prima volta compassione. Compassione che non significa pietà o commiserazione. Compassione che significa amore. E solo grazie a quest’amore egli torna a riaprire gli occhi, torna a vivere, torna a cercare. E così riesce a trovare quell’amore che tanto aveva declamato. Lo trova in un sorriso sincero, in un affettuoso abbraccio, in un grazie detto col cuore.

Per la prima volta si sente amato per ciò che realmente egli è. E’ questa la vittoria dell’uomo. La vittoria dell’uomo che confida nell’amore grande che viene in soccorso dal Cielo. “Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo l’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi; nell’anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti”. 

Il Pianista e la Bambina, Vita sopra le Righe: il romanzo di Roby Contarino

Dall’altra parte c’è Alessandra. Una ragazza sognatrice con la sua passione per la musica e per i bambini. Lei insegna in un orfanotrofio, quello stesso orfanotrofio che aveva ospitato Ludovico bambino. Quei figli di nessuno, quei bambini che molti definiscono “nati per errore” sono per lei figli. Eppure in quelle mura graffiate, dove la muffa regna ovunque, si celano effimere sevizie che usurpano la dignità di quelle piccole creature. Se ne accorge per caso, un giorno quando scova Alissa in un angolo a piangere. Il senso di colpa la porta ad un estremo atto di coraggio, prendere quella bambina e fuggire. Una scelta che la porta a dover scendere a patti col nemico di turno. Ma sarà lei a salvare la bambina o sarà la bambina a salvare lei? A salvare la ragazza sognatrice che credeva solo nel bene e ignorava il male?

Cosa è la vita se non una sinfonia, tante note scritte sulle righe di un pentagramma. Cosa è la nostra effimera esistenza se non musica, suoni. Tasti bianchi e neri che si alternano su un pianoforte che noi stessi ogni giorno suoniamo. Bianco e nero, opposti eppure uniti. Insieme formano la musica danzante della vita. Vita che scriviamo noi, ogni singolo giorno. Un singolo abbraccio, un bacio, un grazie, un ti voglio bene detto con sincerità rappresentano le note di una bellissima melodia, che si chiama vita e a noi spetta scriverla sulle righe del nostro pentagramma. E così potremo per centomila sere raccontare della bambina che con l’aloe dell’amore sciolse il cuore del deluso pianista.

Roby Contarino
Scrittore, poeta, autore di canzoni, blogger, social media manager. Gestisce un blog personale "Ad esempio a me piace scrivere". Collabora oltre che con Quotidian Post anche con CalcioNow, Spynews e Supernews. Ha pubblicato tre romanzi (Un amore, un destino; Come dentro una Bottiglia; All'ombra dell'ultimo sole". A dicembre uscirà il suo nuovo romanzo "Il Pianista e la bambina: vita sopra le righe".
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