Io Donna una storia siciliana di Giusy Africano

COPERTINA IO DONNA FRONTE

Un sogno realizzato, quello di scrivere e pubblicare quel libro chiuso per tanto tempo nel cassetto. L’autrice, Giusy Africano, insegnante nella scuola primaria, è nata e vive a Catania, la stessa città in cui ha collocato le cinque eroine di un romanzo che promette emozioni, alleanze e determinazioni, come le donne del sud sanno fare, svelando i segreti di un mondo femminile tutto ancora da esplorare. Il profumo delle zagare come esordio aromatico della scrittrice catanese e il racconto di storie realmente accadute nel riscatto di una vita avversa. Un’emancipazione sociale e politica ottenuta a denti stretti come il volo di un gabbiano che prenderà il volo. Giusy Africano ha risposto a delle domande che le sono state chieste durante una riuscita presentazione del suo primo romanzo, accontentando tutti i presenti:

Com’è nata l’idea di scrivere un libro tutto al femminile?

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L’idea  di un romanzo al femminile nasce da un’introspezione per vedere meglio e con più chiarezza dentro di me e dal confronto con altre donne. Sono emerse caratteristiche interessanti che ci accomunavano.

Il numero delle protagoniste è cinque, un caso voluto dal suo temperamento letterario? Oppure dettato da una linea editoriale?

Sicuramente mi sarò ispirata alla cinquina dei personaggi di  Nino Martoglio (un’osservazione del giornalista Daniele Lo Porto ) o  alla cinquina delle donne di Jane Austen, con la differenza che il primo accompagna i suoi personaggi in pretura, il secondo a caccia di un marito ricco. Io rappresento le protagoniste in un percorso di crescita e di maturazione. Scherzo … 5 tipologie di donne sono poche rispetto all’universo femminile, ma  credo riescano bene a rappresentare la donna siciliana.

In questo racconto, scritto in maniera eccellente, c’è qualcosa di personale con l’autrice? Come accade sempre.

Ci sono dei tratti autobiografici…chi scrive lo fa anche per se stesso.

Le protagoniste sono affamate di indipendenza da un mondo bigotto e provinciale, però, come sempre la locazione di nascita ne impedisce il suo percorso. Alla fine emergerà il loro riscatto sociale e caratteriale?

E’ Vero, le protagoniste hanno desiderio di spiccare il volo e di poter finalmente fare  liberamente le proprie scelte,  optando  per  la vita che più le piace. La locazione di nascita che in passato avevano considerato una tappa obbligata , diventa un sud rinominato da donne capaci  ormai di scegliere o conservare la loro appartenenza dopo un processo di distacco e dopo un percorso lungo e faticoso , pieno di ostacoli, diverso per ciascuna di loro. Le protagoniste hanno un comune denominatore: il coraggio e la forza della rinascita. Nello spiccare il volo le donne potrebbero scoprire  un altro pianeta sconosciuto e misterioso. Anche ciò che è ritenuto impossibile, se c’è un forte desiderio, potrebbe diventare realizzabile.

Ha scelto un luogo suggestivo, la civita, quartiere popolare della città di catania, quasi un richiamo  per presentare il suo libro. È solo un caso?

Solo una scelta dell’editore. Qualsiasi location, in un contesto culturale, potrebbe diventare suggestiva. Anche se la civita è un quartiere popolare, ha una sua storia, espressione di una mentalità genuina e semplice.

Tra i suoi autori preferiti c’è Paolo Coelho. Forse si riconosce nella suo modo di scrivere?

Coelho è decisamente tra i miei autori preferiti. Le sue storie, quasi tutte tranne alcune, surreali e fantastiche, a volte  anche spassose,  mi affascinano. Io preferisco raccontare delle verità. Penso che le storie vere arrivino meglio alle persone che hanno bisogno  di confrontarsi con le esperienze degli altri.
Prossimi impegni letterari?

Dopo “IO DONNA, una storia siciliana” sarà pubblicato a breve un romanzo dedicato a mio nipote volato in cielo vent’anni fa in cui affronto tematiche sui ragazzi. Ma ritornerò alla” Donna” con un romanzo che ho già iniziato, una storia “sui generis” ma top secret.
La più grande aspirazione dell’autrice sarebbe la realizzazione di un progetto per aiutare i bambini.

Antonio Agosta

 

 

 

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