Juana Romani, da pittrice a modella

l'artista italo-francese che ha stregato il mondo dell'arte nel periodo della belle èpoque. Ecco la sua storia.

Carolina Carlesimo, alias Juana Romana, nacque a Velletri nel 1867 e fu una delle pittrici italo-francesi, allieve e modelle più importanti della Belle èpoque. Ella lavorò con e per Ferdinand Roybet e Jean-Jacques Henn.


Quando era ancora piccola si trasferì a Parigi insieme al patrigno Temistocle Romani e la madre, era il 1877. La famiglia trovò una dimora nel quartiere latino dove iniziò a posare per le più note scuole d’arte del periodo. La piccola Juana, grazie a Colarossi, cominciò a disegnare in accademia. Posò per la Diana cacciatrice di A. Falguière nel 1882, ma anche per Carolus-Duran e per Jean-Jacques Henner e con Ferdinand Roybet riuscì anche a collaborare oltre che posare per lui.

A diciannove anni la Romana decise di dedicarsi completamente all’arte e smise di essere la modella per i suoi maestri. In poco tempo iniziò ad esporre all’interno dei saloni della ‘Société des artistes françaises’. Dal 1888 al 1904 visse un periodo di grande notorietà come ritrattista, si ricordano opere quali: Principessa Juoachim Murat, della Duchessa di Palmella, di M.lle Gibson, di M.me Prètet, di M.lle Guillemet, di M. Roger Gouri du Roslan, di M.me Hériot, della Contessa di Briche, di M.me de Lurcy, di M.lle Claire Lemaître.

La critica amava la sua arte. Assieme a Camille Claudel, Juana fu internata all’interno di un manicomio dove si spense nel 1924 dimenticata da tutti.

Il suo percorso artistico

La maggior parte delle lavorazioni della Romani sono attualmente esposte in Francia, America, Giappone e una minima parte a Velletri. All’interno del Museo di Lussemburgo, quello di Mulhouse, e in altre collezioni è possibile ammirare opere quale il ritratto della Principessa Juoachim Murat e il San Giovanni.

All’Éxposition Universelle di Parigi del 1889 la pittrice ricevette una medaglia d’argento. Quando ricevette gli applausi per una Erodiade e una Ragazza con i gatti era il 1890. In quella occasione la capacità dell’artista a spaziare in forme, colori e tematiche si evidenziano nel suo stile artistico. Spesso ella dipinge direttamente su tela senza creare uno schizzo.

All’interno della Revue philomathique de Bordeaux et du Sud-Ouest  i critici sottolineavano la sua capacità nella lavorazione della pâte savoureuse che, come anche affermato dal The Parisian Illustrated, è una tecnica che pochissimi artisti sanno utilizzare.

I soggetti scelti dalla Romani sono sempre pieni di vita con gli occhi energici e pieni di espressività. Oltre ad ammirare i suoi maestri contemporanei collezionò opere di altri pittori tra cui: i Eugène Delacroix, Rembrandt, Albrecht Dürer, Martin Schongauer, Luca da Leida, Nicolas Poussin e molti altri.

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Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell’Occidente e dell’Oriente – Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parla correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico. Da sempre sostenitrice dell’arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano ‘La Sicilia’. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto. Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo, si occupa di Digital Marketing, Traduzioni e sottotitolaggio e collabora per la Condotta Slow Food di Palermo.