La bellezza del Trittico di Antonello da Messina: al Pal.Bagatti Valsecchi

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Questo capolavoro era  stato smembrato in diverse parti e diviso tra vari enti: oggi il magnifico Trittico di Antonello da Messina viene riunificato: la splendida Madonna con Bambino in Trono e S.Giovanni Evangelista conservati presso gli Uffizi a Firenze si ricongiungeranno alla figura di S.Benedetto, finora ospite della Regione Lombardia, presso la Pinacoteca del Castello di Milano, (questo verrà sostituito da un’altra opera di Foppa). Così presso il Mueso Bagatti Valsecchi si ossono finalmente ammirare i protagonisti di questo scambio, esposti al pubblico fino al 18 ottobre 2015,insieme ad alcuni altri dipinti rinascimentali.

Luminoso e bellissimo, dall’ovale perfetto, è il volto della Vergine, coronato dai capelli lisci di un caldo castano e un’aureola con rose sul capo. Lo sguardo calmo e dolce rivela il profondo sentimento materno, mentre stringe il piccolo Gesù che l’abbraccia. Somigliante alla madre è il volto del Bimbo, accostato al suo, quasi volesse essere a Lei unito in un’affinità di lineamenti e affetto, che ne fanno quasi una cosa sola. Il manto blu della Madonna ricamato in oro la avvolge in buona parte, facendo risaltare il rosso della tunica davanti,con cui copre in parte anche il Figlio. Sulla sinistra è S.Giovanni Evangelista, che porta in mano due oggetti simbolici, in particolare il calice che contiene il sangue di Cristo, da cui esce un drago, il Maligno da Lui sconfitto. Sull’altro lato si trova S.Benedetto in veste di Vescovo.

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Accanto si individuano “L’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata”, provenienti dal Polittico della Misericordia di Pier della Francesca, della metà del 1400. Entrambi hanno la veste e il manto azzurro,  simbolo dell’armonia e del rapporto d’Amore tra Maria e Dio Suo Sposo, mentre sul lato opposto, “Cristo in Pietà”, della Pala dei Decemviri del Perugino, espone le mani  e il capo chino coronato di spine: l’offerta di Se Stesso per amore dell’umanità.

Infine per proseguire il percorso artistico di arte sacra del XV°secolo, si giunge a S.Giustina di Giovanni Bellini, che fa parte delle collezioni permanenti del Museo, martire cristiana, con la palma del martirio in mano.

Grazia Paganuzzi