La birra in lattina, da 85 anni sulle nostre tavole

si celebra quest'anno il compleanno di uno dei prodotti più amati al mondo.


L’etichetta è rossa con un cameriere di colore, stilizzato, che porta un vassoio di lattina e un bicchiere. La scritta dice “Krueger’s Special Beer“. Questi sono gli ingredienti della prima birra in lattina della storia. Era il 24 Gennaio 1935 quando in America nasceva una piccola azienda di Newark: la Gottfried Kreuger Brewing Company. In verità i primi tentativi di conservare la birra in una lattina risalgono al 1910 ma non avevano avuto un grande appeal tra il pubblico. La birra non si conservava bene al nuovo ‘packaging’ in quanto il contenuto eccessivo di CO2 faceva esplodere le giunture in latta.

Tra il 1919 e il 1933, durante il periodo di proibizionismo e sperimentazione, fu approvato il divieto di vendere alcolici. Questo fu cancellato nel 1933 grazie all’American Can Company.

La Gottfried Kreuger Brewing Company, il primo produttore di bionde in lattina

Il primo produttore di birra a inserire sul mercato la ‘bionda’ in lattina è il proprietario della piccola ma intraprendente industria ‘Gottfried Kreuger Brewing Company’ fondata nel 1858. La prima produzione avvenne alla fine del 1933 e furono create 2.000 lattine mai vendute. Il risultato fu promettente, come primo esperimento, ma i giornali dell’epoca si dimenticarono ben presto della storia dicendo che la birra avrebbe dovuto avere sempre un confezionamento in bottiglia.

Il successo della birra in lattina

L’azienda non si scoraggiò e decise di lanciare il prodotto sul mercato a Richmond nello stato della Virginia. Da quel momento la birra in lattina ebbe un successo mai visto in quanto questi nuovi involucri erano ideali per il trasporto e gli spostamenti ed erano più economici rispetto al vetro. Entro la fine degli anni ’35 del Novecento gli Stati Uniti d’America avevano già venduto 200 milioni di pezzi in poco tempo.

In Europa questa scoperta non arrivò subito, tant’è che bisognerebbe aspettare marzo del 1936 per l’approdo. Ciò avvenne grazie alla compagnia gallese Felinfoel.

Con il passare degli anni, le lattine subirono varie modifiche. Originariamente, la sommità della latta era ermetica pertanto per aprirla era necessario eseguire un buco. Questa difficoltà fu eliminata dall’America Can che ingegnò una sorta di aprilattina per la birra.

Nel 1958 le lattine furono modificate, e negli anni ’60 grazie all’ingegnere Ermal Fraze avvenne l’apertura in lattina con la linguetta rivolta verso l’esterno. Questo sistema, nonostante fosse funzionante, provocava numerose ferite alle mani per cui fu necessario modificare questa parte della lattina. La pressione adesso divenne interna, anche se meno igienica, riusciva ad essere un po’ più sicura per il consumatore.

Erano gli anni ’70 quando la Pepsi introdusse sul mercato la lattina che tutt’oggi acquistiamo.

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell’Occidente e dell’Oriente – Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parla correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico. Da sempre sostenitrice dell’arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano ‘La Sicilia’. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto. Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo, si occupa di Digital Marketing, Traduzioni e sottotitolaggio e collabora per la Condotta Slow Food di Palermo.