“La grande fuga” di Angus Deaton, premio Nobel per l’economia 2015

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Oltre quarant’anni di studio, più della metà della sua vita dedicata ai meccanismi dei consumi individuali che riflettono l’economia in cui vivono le famiglie e da cui vengono studiate le leggi con le quali incentivare il benessere e combattere la povertà. E’ il biglietto da visita di Angus Deaton, settantenne economista scozzese, che gli è valso il premio Nobel per l’economia 2015 per l'”enfasi messa tra le decisioni individuali di consumo e gli effetti sull’insieme dell’economia”, come spiegato dall’Accademia reale di Scienze della Svezia. E in tempi di crisi, non è certo poco.

Nato a Edimburgo nel 1945, Angus Deaton ha studiato all’Università di Cambridge conseguendo il dottorato nel 1975 con una tesi sulla domanda dei consumatori nel Regno Unito. Ha poi insegnato a Bristol e Princeton, dove continua la sua attività di docenza e di studio. In particolare, è titolare della cattedra di Economia e di Relazioni Internazionali. E’ inoltre membro di alcune accademie prestigiose, come quella Britannica, quella Americana delle Arti e delle Scienze, ed ha già ricevuto molti premi.

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La grande fuga: salute, benessere e le origini dell’ineguaglianza“, è lo studio che è valso all’economista britannico la prestigiosa onorificenza svedese. Il titolo (La grande fuga), per nulla casuale, evoca un celebre film e il tentativo di fuga di un gruppo di prigionieri di guerra durante la seconda guerra mondiale. Questo perché, a giudizio dell’autore, la mancanza di libertà significa “vivere nella povertà e nella malattia”. E nonostante oggi, come recita l’incipit del libro, la vita sia “meno dura di quanto sia forse mai stata nel corso della storia“, milioni di persone ancora sperimentano “gli orrori dell’indigenza” e il mondo è sempre attraversato da “diseguaglianze straordinariamente profonde“.

Uno dei suoi contributi più importanti è senz’altro l’individuazione di un meccanismo che spieghi come gli individui spendono le loro entrate, quali beni e servizi acquistano e quali sprecano. Questo sistema è, secondo gli accademici svedesi, un metodo “flessibile ma sensibile” per stimare come la domanda di un certo prodotto dipenda dal prezzo di tutti i beni e i servizi e per spiegare inoltre perché la vendita di un determinato prodotto è limitata (cosi come le entrate del consumatore). Ciò ha dei riflessi anche sulla politica economica, ad esempio sull’impatto di una certa decisione di politica fiscale (pensiamo ad una riforma dell’Iva) che potrebbe incidere o meno sul benessere di una determinata classe sociale.

Alla mia età – è stato il primo commento di Angus Deaton riportato dal sito internet di Princeton – e quando sai che la tua attività si svolge da cosi tanto tempo, sai perfettamente che (il premio Nobel, ndr) è una possibilità. Ma sai anche bene che ci sono tantissime persone importanti che lo possono meritare“.

 

 

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