La luce di Venezia attraverso le” vedute” di Bellotto e Canaletto

 piazza S.Marco

Lo splendore di Venezia continua a risaltare attraverso le immense vedute di Bellotto e Canaletto nella mostra a loro dedicata: “Bellotto e Canaletto.Lo stupore e la luce”. Si tratta di cento opere esposte alle Gallerie d’Italia in piazza Scala a Milano, a cura di Bozena Anna Kowalczy, fino al 5 marzo ’17.

Gli artisti, Antonio Canal detto il Canaletto e suo nipote Bernardo Bellotto, trasformarono così il “vedutismo veneziano” in una corrente d’avanguardia, che” fece epoca” nel 1700. I particolari aspetti artistici di Canaletto furono compresi e ripresi da Bellotto, che a sua volta li personalizzò secondo una sua particolare interpretazione. Venezia fu la base di partenza di un viaggio che attraversò l’Europa fino a diventare frutto dell’immaginazione e della fantasia., come rivelano i famosi “capricci”. La loro arte caratterizzò la cultura del tempo ispirando persino  le scene di spettacoli teatrali.palazzo ducale

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In tutto si contano 72  dipinti, 14 disegni e 14 incisioni suddivisi in dieci sezioni, secondo una successione cronologica. Spesso furono realizzati attraverso l‘uso della camera ottica e ammirati in tutta Europa, sovente commissionati da stranieri. I riflessi e le trasparenze dei magnifici palazzi e delle gondole nelle acque dei canali donano luminosità ad ogni opera senza eccezioni, così come la vastità delle vedute, da piazza San Marco a Canal Grande,mentre sorprendono l’abilità nel ritrarre i ricami e i trafori dei palazzi, a partire da Pal.Ducale, fino alla vista della Chiesa della Salute dalle Fondamenta popolate di gente, signori e popolani  in abiti ‘700, davanti ad una fila di barche scure…

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Non mancano profonde differenze tra zio e nipote, come le sfumature di luce di Canaletto e le tonalità grigio argento del nipote Bellotto, che donano alle opere di quest’ultimo un maggior realismo e quindi una impronta più fotografica. Anche nei soggetti, le opere del primo arrivano a raffigurare “architetture fantastiche”, come i suoi“capricci”, mentre quelli di Bellotto sono stati ripresi da paesaggi reali durante i suoi viaggi.

Resta comunque intramontabile in ogni epoca l’arte di Bellotto e Canaletto…

Grazia Paganuzzi