La pittura di Mose’ Bianchi: il fascino di un’epoca

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Appaiono le immagini di un’epoca scomparsa, eppure così affascinante: la ricca anziana signora al pianoforte (La Dama del pappagallo, 1872),dallo sguardo interrogativo verso l’incantevole pappagallo verde posato sulla sua spalla sinistra,la bruna fanciulla che dipinge, dal bel foulard turchese legato ai capelli (la pittrice, 1875),la dolcissima mamma che prende in braccio il suo piccolo ultimo nato sotto lo sguardo della figlioletta più grande, così come le due raffinate fanciulle in “Uscita di chiesa”… sono solo alcune eloquenti immagini della mostra “Mosè Bianchi, la Milano scomparsa“, esposta a Milano, presso la galleria Gammanzoni, fino al 26 giugno ’16.

Mosè Bianchi Tutt'Art@ (45)

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Figlio di artisti, Mosè Bianchi studiò presso l’Accademia di Brera e partecipo’ alla IIa Guerra di Indipendenza  del 1859.  Per la sua arte viaggiò a Venezia e a Parigi, ed ottenne importanti riconoscimenti tra cui quello di Direttore dell’Accademia Cignaroli di Verona e professore di pittura. Fu lui il caposcuola della pittura” rinnovata” “plein  air” in Lombardia, con imponenti viste di città e di mare, paesaggi e ritratti, resi, questi ultimi, particolarmente espressivi grazie all’abbinamento del colore con la luce, i chiaroscuri, e una notevole capacità di suscitare sentimenti profondi.

Questo rivelano le grandi tele come “Il maestro di scuola”, dove un ragazzino si copre il volto con la mano dopo aver buttato interra degli oggetti, come per paura.o quella dei “Saltimbanchi”, ragazzi che si esercitano nei loro giochi circensi suscitando un forte contrasto con l’ambiente, una stanza poverissima, dove la mamma semicoperta da uno scialle tiene in braccio il bimbo più piccolo…

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Tra i paesaggi appare luminoso il mare, come in “Veduta della Laguna dalla Riva di Chioggia”, dove alcuni pescatori si avviano sulle loro barche, mentre è movimentato il cielo nuvoloso di “Olio alla Madonna”, che una fanciulla accende da un molo accanto ad una barca. La città sullo sfondo sembra appena accennata, mentre riverberano i verdi riflessi dell’acqua. Risaltano le barche e in particolare il bianco veliero sempre sul mare di Chioggia..., mentre un tocco particolare di vivace colore donano i berretti rossi sui costumi bianchi dei ragazzini in “Mascherata Chioggiotta”.

Alla vista luminosa grigio-azzurra della marina si sostituisce quella verde e oro della campagna, per continuare con una stradina a Milano lucida per la pioggia in contrasto col candore dei cavalli al trotto. In un vicolo passeggiano i dragoni coi loro alti elmi, avvolti negli scuri mantelli. Nella Darsena di Portaticinese invece l’acqua del Naviglio emana luce in contrasto col grigiore delle case…

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Irripetibile è l’atmosfera degli stretti vicoli tra le vecchie case , come via Medici, attraversata da un carretto, dove risalta il verde delle piante. Ovunque spicca di continuo il contrasto dei chiaroscuri, o di vivaci colori sul grigiore della strada…Addirittura abbacinante rispetto ad essa è il candore della neve, di vie milanesi come Portaticinese e le Colonne di San Lorenzo, dove una mamma avvolta in un verde foulard– un chiaro verde contro il grigio…- stringe al petto il suo bambino…Affascinano per la loro elegante finezza le due fanciulle dagli scialli di pizzo nero in “Uscita di chiesa”(1876), mentre la bianca “Neve a Milano” si dissipa pian piano.

Gli angoli della vita quotidian milanese si susseguono nel “Carrobbio”, dove si vendono arance, e in  un “Giorno di pioggia a Milano” in cui  spicca un calesse sormontato da un ombrello rosso... Ecco  ancorai colori, il rosso, l’arancio che immortalano attimi della vita cittadina.bianchi_m._-_il_tram_del_carrobbio_olio_su_tela_30_x_48_cm

L‘inverno nella Milano dell’Ottocento doveva essere duro, eppure cosi ricco di bellezza…La neve cambiava come sempre il grigiore in candore,tra i vicoli e i canali del Naviglio, che insieme a cavalli, carrozze, mantelli e scialli... donavano una grazia e una poesia oggi scomparse…

Infine appare la Milano notturna, popolata di ristoranti e caffè illuminati sullo sfondo, mentre dame dai lunghi abiti tratteggiati e i loro cavalieri passeggiano sulla spianata…Risplende la luce accesa attraverso il tram del Carrobbio, trainato come sempre da due splendidi cavalli bianchi, le cui luci si riflettono fiammeggianti sulla strada bagnata e lucida...E’ il fascino di un tempo che non è più…

Grazia Paganuzzi