La ragazza del faro è un viaggio nei sentimenti

la ragazza del faro

La ragazza del faro è il romanzo d’esordio di Dario Giardi, pubblicato da Leone Editore. È un testo introspettivo dove si analizzano i sentimenti e le debolezze dell’animo umano. Nel volume sono bene in evidenza i temi dell’esplorazione interna ed esterna, la scoperta, la delusione e la sconfitta. La poesia contrasta con l’intreccio di ansia, paura e passione nel quale si trovano catapultati i personaggi del romanzo. Dario Giardi, scrittore, fotografo e musicista, è autore di guide turistiche, con la casa editrice Polaris di Firenze e con la Lighthouse Publisher di New York, dedicate alla sua grande passione: l’arte e la cultura celtica, etrusca e romana. Dario Giardi delinea i mutevoli stati d’animo di una persona, realtivi alle riflessioni suscitate durante il viaggio in una località.

Un tour turistico può far nascere un romanzo?

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«Assolutamente sì. Credo che nel viaggio si nasconda il senso profondo del fine dell’uomo, della sua crescita come individuo e come anima. Attraverso il viaggio, il confronto con altri ambienti, con altre culture, si riesce a illuminare ogni aspetto del nostro vivere. Un viaggio permette di ampliare la conoscenza ma è anche un’opportunità per comprendere meglio se stessi. Un bagaglio di esperienze e di suggestioni dal quale può svilupparsi, con più facilità, l’idea creativa alla base di un romanzo».

Qual è l’argomento principale del libro?

«Sono due: la fuga e il sentimento. La fuga è quella del protagonista Julien, scappato dal caos e dalla piattezza parigina, per riprendersi in mano la propria vita. Poi c’è il sentimento, in tutte le sue sfaccettature. Si trovano intrecciati i temi dell’amore e della morte, della gelosia e dell’invidia, dell’amicizia e della scoperta, della solitudine e della sconfitta. Julien ha deciso di lasciarsi alle spalle la vita parigina per ritrovarsi e riprendersi la vita e i sogni. Cerca il contatto con la natura, i ritmi lenti di una vita totalmente diversa da quella che conduceva in città. Si rifugia in un piccola comunità di pescatori, sulle coste bretoni. Qui dovrà integrarsi coi suoi coetanei, tra simpatie e antipatie, per tornare a innamorarsi o forse a scoprire, per la prima volta, l’amore vero, dopo una brutta delusione che gli ha lasciato ferite profonde. Adèle è la ragazza perfetta per tornare a fidarsi, per tornare ad aprirsi completamente. Nel suo passato la ragazza nasconde qualcosa che agli occhi di Julien appare torbido e oscuro. La relazione avuta in un momento di smarrimento con Cécile scuoterà le certezze, i sentimenti e l’equilibrio di Julien. Quella che è divenuta l’amica del cuore per entrambi, si trasformerà in una minaccia. Non ci vorrà molto perché alcuni fraintendimenti facciano emergere i fantasmi e le debolezze del passato. Fantasmi che inesorabilmente inizieranno a indebolire le sicurezze minando la ritrovata serenità. La paura prenderà il sopravvento sull’amore consumando i rapporti».

Il messaggio contenuto nel volume è rivolto soltanto ai turisti?

«Il viaggio interiore che intraprendono i vari personaggi è anche ambientale. La Bretagna fa da sfondo alla storia, compartecipando alle vicende dei ragazzi, ai loro umori, divenendo essa stessa protagonista. Non potrebbe essere altrimenti. Questo angolo di terra proteso verso l’Oceano Atlantico è uno dei luoghi più romantici e suggestivi d’Europa, con le sue scogliere sferzate dal vento, i fari arroccati battuti dal mare in tempesta, i pittoreschi villaggi di pescatori, le leggendarie foreste, i castelli incantati, le baie rocciose dai colori e dalle forme fiabesche. C’è una cultura di tradizioni e di leggende che affondano nella mitologia celtica, così sentita e vissuta dalla popolazione locale».

Un itinerario turistico cosa rappresenta dal punto di vista culturale?

«Un viaggio è per tanti aspetti un percorso iniziatico, di crescita e di conoscenza. Ci si può perdere o ci si può ritrovare».