Laura Biagiotti è morta stanotte, l’Italia perde una grande icona dell’alta moda

Ci lascia improvvisamente una delle più grandi stiliste italiane, la regina del cachemire

Stanotte 26/05/2017 scompare Laura Biagiotti “La regina del Cachemire” insignita di questo titolo dal New York Times.
Immensa stilista romana, classe 1943, si spegne all’età di 73 anni nell’ospedale Sant’Andrea
di Roma.
Il ricovero ieri alle ore 21:30 per una crisi cardiaca, che nonostante le tempestive manovre di rianimazione, ha condotto ad inevitabili danni cerebrali di tipo anossico, portando ad un quadro clinico gravissimo.

Ci lasca un eccellenza tutta italiana che ha contribuito a diffondere la nostra Arte nel mondo; ci lascia una stella di prim’ordine nel panorama artistico e stilistico globale, che lascia pesanti tracce di sé nella storia della moda e dell’imprenditoria.

Molteplici i suoi successi, i suoi traguardi e i suoi record (1° stilista italiana a sfilare a Pechino). Proveniente da collaborazioni con maestri come Capucci e Barocco, porta avanti l’azienda di famiglia, fondata dalla madre Delia, partendo con la commessa delle divise delle hostess di Alitalia.

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Gli inizi fin dal 1966. Nel 1972 presenta a Firenze la sua collezione personale, imponendosi all’attenzione di investitori e media del settore. Il suo stile conquista tutti. La donna cosiddetta “bambola”, la sua impronta artistica di connotazione fortemente femminile.

Collaborando anche col mondo del Cinema firmando abiti per note pellicole cinematografiche.
Legatissima alla capitale, fu la prima figura di peso nell’imprenditoria a finanziare restauri per importanti opere/edifici a Roma, facendo di lei anche un’influente mecenate oltre che stilista.

Tra i suoi riconoscimenti:

• Nel 1992, a New York, riceve il premio “Donna dell’anno”.
• Nel 1993 le viene assegnato, a Pechino, il trofeo “Marco Polo”.
• Nel 2002, per i suoi 30 anni di carriera, le Poste italiane emettono un francobollo dedicato alla stilista del
valore di 0,41 euro.
• Nel 2007, a Venezia, le viene assegnato uno speciale Leone d’oro per la moda, in occasione
del Festival del cinema.

Il “Bel Paese” perde un altro importantissimo tassello della sua storia culturale e sociale, una figura poliedrica che ha saputo dare tanto contribuendo alla crescita e alla diffusione delle maestranze italiane nel mondo.

”TREVOR”

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