Le Foibe il giorno del ricordo e della memoria

Per non dimanticare

Photocredit: https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:1943_foibe_recupero_salme.jpg

Oggi è il 10 febbraio, una data che per molti si è impressa con il sangue nella memoria e resterà così per sempre, un ricordo troppo doloroso e indicibile per alcuni.

Il 10 febbraio è la giornata in cui si ricordano le foibe, cavità naturali del terreno carsico che vennero riempite di corpi innocenti, corpi di persone che avevano la sola colpa di essere italiani e di opporsi alla dittatura di Tito. Corpi stanchi di uomini, donne e bambini che cercarono inutilmente di salvarsi ma non ci riuscirono e furono condannati ad una fine tragica ed inumana. Una fine che lascia dietro di sé un dolore infinito.

Gli esuli

Coloro che riuscirono a scappare furono costretti ad abbandonare la loro terra, a raggiungere l’Italia con mezzi di fortuna e senza soldi, né vestiti né effetti personali tolto quel poco che riuscirono a portare via tenendolo stretto nelle mani.

Dopo immani sofferenze riuscirono a raggiungere l’Italia ma anche qui all’inizio non furono ben accolti e furono preda di episodi di discriminazione. Fu difficile per queste persone integrarsi e ricostruirsi una vita dopo tutto il dolore che avevano subito e il distacco da tutto quello che avevano di più caro, dagli affetti, dalle loro case.

Il ricordo

Per molto tempo non si è parlato delle foibe e della sofferenza che avevano provocato in tante persone; era come se si volesse cancellare il ricordo dei caduti e degli esuli e di tutti coloro che avevano cercato fino all’ultimo di resistere.

Nel 2004 si è deciso di ricordare, ricordare per non dimenticare e per fare sì che un simile massacro non si ripeta mai più. La data del 10 febbraio vuole essere un segno chiaro e forte che la memoria c’è ancora in tutti noi e finchè c’è la memora c’è anche la speranza che l’esperienza delle foibe sia di monito per tutti. Ricordare ed onorare caduti ed esuli è il minimo che possiamo fare per non cancellare mai il ricordo.