Il rispetto della diversità spiegato da Andi Nganso

Come combattere l'ignoranza del razzismo

“Per essere liberi non c’è solo la via di togliere le catene ad una persona, ma di vivere in modo che si rispetti e si valorizzi la libertà degli altri”, recita una celebre frase di Nelson Mandela. Le sue parole ed il suo vissuto non conoscono tempi né generazioni. La sua lotta al razzismo è da sempre attualità.

Circa cinque mesi fa, in un post sui social, il dottor Andi Nganso ha riportato all’attenzione la richiesta giustificata di rispetto nei riguardi di una persona che nelle vesti di dottore si prende cura del suo paziente.

“Mai e poi mai mi farò mettere le mani addosso da un medico negro” diceva la paziente di mezza età rivolta al suo dottore nero che voleva solo assolvere al suo dovere. Dimesso ed educato il medico risponde così
” anche se ero sorpreso per tutto quell’astio mi sono sforzato di non perdere il controllo e le ho risposto che la ringraziavo, perché se non voleva farsi visitare avevo quindici minuti per uscire e andare a bermi un caffè”.

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Il medico in questione si chiama Andi Nganso. Ha trent’anni ed è nato in Camerun. Arriva nel Bel Paese il 2006 con tanti sogni nel cassetto ma in men che non si dica si ritroverà ad indossare un camice bianco al servizio delle vite altrui.

Ma quel suo stupore misto al desiderio di rispetto ha modificato gli eventi a seguire? “Sicuramente sono cose che succedono spesso” afferma il dottor Nganso e aggiunge “Gospel Goes DiverCity e Ca va Aller(associazione nascente) sono pezzi del mio impegno per raccontare la diversità in un altro modo attraverso la cultura”. Nonostante i suoi sforzi purtroppo la parola negro viene spesso usata senza conoscerne il significato. Adesso sarà lui a spiegare l’appellativo negro

“Negro: il significato originale e tecnico della parola non è né dispregiativo né volgare. La parola ha assunto però con il tempo un significato negativo associato all’idea di razza inferiore. Basta leggere il Zanichelli degli anni 50. È solo dagli anni 70 che si è iniziato a rimettere in questione l’appellativo a favore di nero o di colore. Io sono un ragazzo Nero. È la parola più giusta da usare”.

Andi continua la sua spiegazione

“il colore della pelle non definisce l’identità di una persona. La cultura è uno degli elementi cardini della nostra identità.”

Alla domanda “perché ha scelto di diventare medico?” Il dottore Nganso risponde così “ho scelto di declinare la parola aiutare curando le persone”. Chissà se tutti i dottori la pensano come lui! Il dottor Andi Nganso vive la quotidianità di molte persone nere. La sua è una sorta di rivincita dinnanzi a stereotipi ingiustamente utilizzati a mò di offesa nei riguardi di persone che meritano il rispetto di ciascuno di noi.

“Di fronte all’ incertezza per il futuro e ai vari frutti marci di anni di crisi, non dobbiamo cedere al vento della paura e dell’odio che sta soffiando. Per parafrasare la mia amica Caterina Famularo, poetessa e psicologa a Lampedusa, invito i lettori ad essere sarti di speranza che oltre ai tessuti colorati dell’ umanità rattoppano sogni”

con questo messaggio Andi Nganso ci saluta. Dalle sue parole trapela tanta umiltà d’animo che non conosce colore della pelle bensì purezza del cuore.

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