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Lina Wertmüller è morta aveva 93 anni: cinema in lutto

Rivelata in queste ore sui social da un amico la dipartita di Lina Wertmüller, la nota regista aveva 93 anni ed è deceduta la scorsa notte come conferma anche l’Ansa. Volto e icona del cinema italiano, regista donna di successo arrivata anche ad ottenere le nomination all’Oscar nel 1976 per il film Pasqualino Settebellezze come artista non si è mai risparmiata mettendo a servizio del cinema il suo talento artistico.
Molti i suoi successi da Il Giornalino di Gian Burrasca a Mimì metallurgico ferito nell’onore, Film d’amore e d’anarchia e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto e tanti altri. Apprezzata nell’ambiente dello spettacolo ha sempre goduto della stima d’attori italiani ma anche internazionali. Nel 2019 nonostante l’età ha ritirato a Los Angeles sul palco dei Governors Awards il premio alla carriera davanti ad una platea che l’ha celebrata come meritava.
Ha ricevuto anche una stella sul Walk Fame di Hollywood riconoscendo anche d’avere una grande responsabilità nel rappresentare l’Italia all’estero. La Wertmuller ha sempre condannato quella tendenza cinematografica d’essere ancora troppo sessista ma soprattutto si è battuta, grazie anche ai suoi successi in sala, ad affermare alcuni cambiamenti che nel mondo del cinema erano necessari.
Lina Wertmüller e l’elogio all’America
Lina Wertmüller si è formata artisticamente in teatro anche se è nel cinema che ha trovato la sua grande opportunità. Originale rispetto ai tempi in cui è vissuta, ironica non ha mai negato d’aver lottato per affermarsi come artista dietro alla telecamera. Grandi artisti hanno lavorato con lei e ne hanno riconosciuto un talento unico, anche oltre oceano hanno saputo apprezzare il suo genio.
Quando ha ritirato l’Oscar alla carriera a Los Angeles davanti a Sofia Loren e Isabella Rossellina la regista ha dedicato il premio al marito Enrico e alla figlia Maria Zulina, ha poi ringraziato l’America e l’attenzione che le ha riservato: “Ringrazio l’America. L’America è una cosa seria, noi siamo un piccolo stivaletto, questo è un continente, non c’è proporzione… così ringrazio l’America, tutti coloro che hanno amato i miei film, che sono tutti come miei figli. Ci vuole molta pazienza e molta passione… e ora vi saluto, ma dovete gridare tutti insieme ‘Vogliamo un Oscar che si chiami Anna.“









